Un occhio social alle prossime elezioni amministrative

  • Mancano ormai poche settimane al 12 giugno, quando quando oltre 900 comuni saranno chiamati alle urne per rinnovare Sindaci e Consigli Comunali.
  • Una sfida elettorale particolarmente calda, sia perché si voterà tra metà e fine giugno (non si è mai votato così tardi), sia perché si tratta dell’ultimo voto prima delle attese elezioni politiche.
  • Dove si vota? Quali scelte comunicative sono state messe in campo?
  • Una panoramica su 4 grandi città al voto: Genova, Palermo, Parma e Verona

Genova

Il Sindaco uscente Marco Bucci si ricandida per un secondo mandato, forte del sostegno compatto dei partiti di centrodestra, del Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e anche di Italia Viva. Il suo si conferma un profilo prettamente istituzionale, dove ad alcuni contenuti esplicitamente elettorali si alternano le attività da Sindaco con l’impegno pragmatico di essere “al lavoro per Genova”.

Il suo principale competitor è Ariel Dello Strologo, candidato della coalizione progressista. La sua è una campagna colorata, proprio come la varietà di partiti e liste che lo sostengono. Allargare gli orizzonti e ridurre le distanze: è questo il suo obiettivo. Intanto cerca di ridurre le distanze in termini di follower dal Sindaco Bucci, anche se è difficile recuperare oltre 40mila fan in poche settimane. Genova cambierà governo?

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Palermo

Nel capoluogo siciliano cambierà sicuramente il Sindaco e sono tre i nomi più in vista: Roberto Lagalla (centrodestra), Franco Miceli (centrosinistra) e Fabrizio Ferrandelli (Più Europa e Azione).

Lagalla unisce un campo molto ampio di 10 liste e rispetto al “classico blu centrodestra” di molte altre campagne elettorali, l’Ex Rettore dell’Università di Palermo ha scelto di richiamare i colori rosanero della città, puntando soprattutto sul rosa – color Magenta. Per lui Palermo ha letteralmente bisogno di “rivoluzioni”. 

Miceli sceglie una campagna passo a passo per Palermo, annuncia in anticipo la giunta (ricca di professionisti) e attacca Lagalla per i suoi rapporti con Dell’Utri e Cuffaro. A 30 anni dalla morte di Falcone e Borsellino, il tema della presenza mafiosa in città resta uno dei principali punti del dibattito politico.

Risponde Pronto! il candidato riformista Ferrandelli, che sceglie un’illustrazione del viso come foto di campagna per distinguersi, anche visivamente, dai due candidati più anziani Lagalla e Miceli. La denuncia del degrado urbano e gli attacchi a Lagalla sono tra i punti chiave della sua campagna.

Parma

Finita l’esperienza Pizzarotti, tocca al suo Assessore alla Cultura Michele Guerra tentare la corsa a Sindaco, con il sostegno di liste civiche e PD. Una campagna con pochi follower per lui, al grido “Ho scelto il futuro” e per questo circondato da grafiche gialle e verdi, richiami alla sostenibilità e (forse) al giallo dello stemma comunale.

Gialloblu sono i colori di Parma e della campagna elettorale di Pietro Vignali, candidato Sindaco del centrodestra. Il suo claim non è certo nuovo, ma è sempre efficace: “Parma prima di tutto”. Toni e temi sono in linea con il claim: attenzione al decoro urbano, più sicurezza e meno tasse.

Corsa solitaria per Fratelli d’Italia, che esprime un proprio candidato Sindaco: Priamo Bocchi. La campagna è perfettamente in linea con lo stile del partito nazionale e il richiamo alla “coerenza” di Meloni.

Verona

Due Sindaci e un calciatore: è questa la partita che si gioca a Verona.

Federico Sboarina, sindaco uscente sostenuto da Lega e FdI, punta al bis sottolineando l’impegno di questi anni con la comunità attraverso il claim: “Insieme si può”. Il suo “insieme”, inoltre, è ben posizionato nel campo di centrodestra, al quale si richiama con orgoglio. 

Ma è un centrodestra “monco”, poiché Forza Italia e le anime più moderate hanno deciso di sostenere il ritorno di Flavio Tosi. Proprio “Torna il Sindaco” è il leitmotiv della sua campagna elettorale, una scelta che vuole rimarcare la propria autorevolezza e credibilità rispetto agli altri candidati.

Infine è sceso in campo anche l’ex centrocampista della Roma e della Nazionale Damiano Tommasi, candidato di un centrosinistra molto ampio e variegato. Normale pensare a delle analogie calcistiche con una figura come la sua. Infatti, il claim della campagna è “Rete!”, dal duplice significato di comunità/relazioni e goal. Tutti e tre i candidati hanno scelto, sebbene con tonalità differenti, di richiamare nei propri materiali i colori giallo e blu della città veneta.

La prima tornata elettorale “normale” dall’inizio della pandemia mette in evidenza ancora una volta il ruolo imprescindibile dei social media nella routine politica-elettorale.

I colori cittadini e le immagini delle presenze “di gruppo” dei candidati con le rispettive comunità sono elementi che uniscono i differenti storytelling delle principali campagne elettorali di queste elezioni amministrative. Il confronto centrodestra-centrosinistra sembra lasciare poco spazio ad altri competitor, a parte alcuni “derby” interni al centrodestra a Parma e Verona.

Non resta che aspettare il 13 giugno ed eventuali ballottaggi il 26 giugno per comprendere quanto alcune scelte abbiano davvero premiato. Resta evidente un elemento sul quale riflettere, più politicamente che comunicativamente: mancano candidature femminili.

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