Trump vs Biden: come le piattaforme affrontano la campagna elettorale

Analisi a cura di Luca Rondena e @Pietro_Bell

Attività social tra il 24 e il 30 ottobre (Fonte Blogmeter)


Ci siamo. Dopo mesi di dibattiti, confronti serrati, hashtag, “attacchi zombie”, inchieste, tweet in caps lock e migliaia (e migliaia) di post sui principali social network, siamo giunti alla fine della campagna elettorale più digital di sempre. Si tratta però di una sfida che ci terrà col fiato sospeso ancora a lungo, soprattutto per l’altissimo numero di voti per posta che devono ancora arrivare a destinazione e le probabili azioni legali che metteranno in discussione il risultato finale.
Il timore che molte schede non possano essere conteggiate – parliamo di diversi milioni di voti – ha spinto nei giorni scorsi la Speaker della Camera Nancy Pelosi a lanciare un appello agli americani: “Non spedite più le schede per posta, non arriveranno in tempo”.
Tra la pandemia, l’emergere dei #BlackLivesMatter, Kanye West, Twitch e la corsa contro il tempo del servizio postale, questa “stagione” delle elezioni presidenziali potrebbe tranquillamente sembrare una serie tv di Aaron Sorkin. Per non parlare poi del ruolo sempre più prominente dei social media. Anzi, parliamone.




Social e informazione: l’impegno contro le fake news

Dopo le aspre polemiche sul ruolo dei social nella diffusione di fake news che avrebbero favorito la vittoria di Trump nel 2016, quest’anno abbiamo assistito ad un deciso cambio di rotta da parte di Facebook e Twitter. Il principio della totale libertà di espressione, dogma apparentemente inviolabile del mondo digital, nel tempo si è scontrato con la realtà di un’informazione facilmente manipolabile e spesso piegata fino al limite opposto. Il peso crescente delle fake news ha condotto i giganti del web a cambiare strategia e a sviluppare policy ad hoc per limitare la loro diffusione, compresa la censura dei contenuti degli utenti. Il Presidente Trump è stato “nascosto”, bloccato e censurato in più occasioni durante questi mesi, soprattutto per contenuti molto controversi su Covid e modalità di voto.

Mark Informa

Oltre alle azioni dirette sui profili dei candidati, come si sono attivati i principali social per promuovere un voto consapevole e contrastare la diffusione di fake news? Facebook ha scelto da un lato una linea più divulgativa attraverso la creazione di un voting information centercon le informazioni più rilevanti su come registrarsi al voto e le varie opzioni a disposizione (voto anticipato di persona; voto per corrispondenza; voto durante l’elelction day). Dall’altra parte, per prevenire la diffusione di voci sulla manipolazione dei risultati del 3 novembre, la società di Mark Zuckerberg ha previsto la possibilità di una sospensione fino a data da destinarsi dell’advertising da parte delle pagine dei candidati.

Anche Instagram si è unito all’impegno contro la disinformazione annunciando con un paio di tweet il cambio di alcuni alcuni parametri proprio per prevenire fake news e manipolazioni durante l’ultima settimana di campagna. Secondo Nina Jankowicz, analista di fake news al Winston Center, la decisione di Instagram arriva tardi, ma “è meglio di niente”.

Gli alert anti fake news di Twitter

 Diverse le azioni intraprese da Twitter (in conflitto perpetuo con Trump), Youtube, che hanno puntato su un atteggiamento più proattivo contro la disinformazione. Il canale dei cinguettii più famosi al mondo ha iniziato a mostrare agli utenti statunitensi alcuni messaggi informativi sulle urne, mettendoli in guardia sulla possibilità di inciampare in fake news. Si tratta, per esempio, di messaggi sulla sicurezza del voto postale e dell’impossibilità di sapere il vincitore la sera stessa del voto. Yoel Roth, capo della Site Integrity di Twitter, ha affermato che secondo alcune ricerche “anticipare la disinformazione è un modo potente per costruire la resilienza. Sono entusiasta di veder messa in pratica questa applicazione della teoria dell’inoculazione”.

Ti blocco il video

Anche YouTube ha deciso di scendere in campo per limitare la diffusione di eventuali fake news in occasione dell’ultima settimana di campagna elettorale. La piattaforma di video prevede infatti di riuscire a bloccare e prevenire quei contenuti che incitino a commettere azioni violente presso i seggi o che vadano ad insinuare il dubbio di manipolazione delle schede.

Senza adv cresce il peso di influencer e community?

Ma come circolano fake news, opinioni e appelli al voto? Oltre le fanbase di partenza, a smuovere gli equilibri digital delle elezioni americane restano le campagne adv e le community legate alle due parti. I recenti cambiamenti applicati da Facebook riguardo l’impossibilità di fare determinate campagne di advertising sottolinea l’importanza della “maggioranza silenziosa”  descritta dal giornalista del Nyt Kevin Roose. Attraverso l’analisi dei contenuti Facebook più performanti emerge chiaramente la forza di Trump e dei messaggi conservatori all’interno dell’arena social. Si tratta di universi politici e community invisibili agli occhi di tanti osservatori, ma numericamente rilevanti e capaci per questo di influenzare l’evoluzione del consenso elettorale. Tra le pagine più seguite quella del politico Dan Bongino, scaltro commentatore repubblicano che ha fatto innamorare di sé tanti follower ed è costantemente ai primi posti tra le pagina USA più citate e commentate.

A rallentare un (im)possibile recupero da parte dei democratici interviene anche l’ultima novità introdotta da Mark Zuckerberg: la sospensione dei suggerimenti per i Gruppi a tema politico. Con ancora meno armi a disposizione, per Biden e i democratici non resta che continuare a guardare da lontano lo strapotere digital di una comunicazione chiara, diretta ed emotional come quella di Trump e dei suoi sostenitori. I numeri sui social sorridono al Presidente Trump ma, come confermato dai sondaggi, il sentiment generale sembra avvantaggiare lo “zombie” Joe Biden.

In conclusione

Una cosa è certa: le elezioni più digital di sempre hanno evidenziato (ancora una volta) l’importanza delle regole del gioco all’interno del dibattito pubblico. Per la prima volta, infatti, abbiamo assistito ad un impegno dichiarato da parte delle piattaforme social a bloccare o limitare la diffusione di fake news durante una campagna elettorale. Anche per questo, le elezioni presidenziali del 2020, sono le più importanti di sempre.

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