Si parla tedesco: l’analisi delle elezioni tedesche 2021 dalle conversazioni online

 

Analisi a cura di Emanuele Bucci, Daniele Villa, elaborazione dati di Enrico Maria Longo

La scelta di Angela Merkel di non ricandidarsi dopo 16 anni consecutivi di cancellierato ha segnato la fine di un’era storica per i cittadini tedeschi. Una transizione epocale, rafforzata dai risultati delle elezioni che il 26 settembre hanno portato 60 milioni di cittadini alle urne. Il partito dell’ex cancelliera è stato scalzato dal SPD (25,7%), confermando la svolta a sinistra – più precisamente, socialdemocratica – avvenuta in Germania, rafforzata anche da una grande performance dei Verdi (14,8%) seppur contenuta rispetto a certe aspettative ottimistiche, forse anche spinte dalla percezione creata nel dibattito online, particolarmente quello social.

Da una analisi delle conversazioni si evince infatti come i Verdi (Die Grünen) siano stati menzionati in 941.000 conversazioni online da giugno 2021 ad adesso, delle quali 700.000 avvenute su Twitter. E se il termine verdi può portare confusione, analizzando anche solo le menzioni di Alleanza 90 (Bündnis 90) e quindi i riferimenti al partito con il nome completo e storicamente corretto, si evidenziano 41.600 uscite nello stesso periodo di cui 10.000 su Twitter. Il vincitore e il secondo classificato, registrano ovviamente numeri di conversazioni più alti, 2.200.000 il primo e 3.700.000 il secondo. L’altro partito che potrebbe far parte della nuova maggioranza, il Freie Demokratische Partei (FDP) è stato menzionato 1.500.000 volte mentre un grande protagonista del dibattito pubblico, sicuramente non lo sarà della maggioranza, è Alternative für Deutschland (Afd), la cui sigla è stata menzionata 2.200.000 di volte nelle conversazioni online e 2 milioni di queste su Twitter.

Tornando al grande sconfitto, il CDU-CSU, finito secondo con il 24,1% delle preferenze, non dovrebbe ricadere nella formazione di un nuovo governo di coalizione con SPD, che ha annunciato da tempo la volontà di guardare ad altri alleati. Tra questi, oltre ai Verdi, anche i liberali di FDP (Freie Demokratische Partei) che con l’ottimo risultato ottenuto (11,5%) si possono sedere al tavolo con l’SPD. Ma con questi due ottimi risultati possono essere davvero l’ago della bilancia, poiché il corteggiamento nei confronti di questi due partiti per la creazione di una maggioranza non è attuato solo dal partito vincitore, ma anche da CDU-CSU. Ci vorranno ancora mesi di trattative per capire quali partiti comporranno la maggioranza che sottoscrive il patto di governo e, se ciò andasse avanti oltre al mese di dicembre, renderebbe Angela Merkel – ancora in carica per gli affari correnti – la cancelliera più longeva di sempre.

Quanto si è parlato dei candidati?

Ovviamente non stupisce come l’ex cancelliera  sia stata l’esponente politico tedesco più menzionato online globalmente, sia per il prestigio della sua figura ottenuto nel corso delle molteplici amministrazioni che per il particolare momento storico, in cui ad ogni capo di governo è stata data una visibilità mai vista prima. L’ex cancelliera è stata menzionata globalmente 1.500.000 volte solo nelle conversazioni online analizzate da giugno al 30 settembre, delle quali 350.000 in Germania.

Per mostrare la forza del paragone, Olaf Scholz – candidato vincente della SPD – è stato menzionato 525.400 volte globalmente delle quali 363.000 volte in Germania. Ed è il grande sconfitto, Armin Laschet, leader CDU ad avvicinarsi di più alla cancelliera a livello globale con 962.000 menzioni nelle conversazioni online, di cui 763.000 solo in Germania, raccogliendo un sentiment negativo alto, al 30,7%.

La candidata dei Verdi tedeschi, Annalena Baerbock, ha invece interessato 421.000 conversazioni globalmente, di cui 328.000 nel paese e questo mostra la forza della performance mediatica del partito. Ancora più evidente se si guardano le menzioni al leader di FDP, Christian Lindner, che avrà sicuramente un suo ruolo nella formazione del governo: è stato menzionato 88.000 volte globalmente di cui  71.000 in Germania.

I due sfidanti principali hanno anche un seguito social molto simile, Olaf Scholz è in lieve svantaggio con un seguito complessivo di 314.205 (45.683 su Facebook, 73.400 su Instagram e 195.122 su Twitter. Armin Laschet, invece, ha un seguito totale di 325.986 (55.336 su Facebook, 83.700 su Instagram e 186.950 su Twitter).

Entrambi, comunque, vengono scalzati pesantemente dalla terza classificata e, comunque, possibile nuova cancelliera, Annalena Baerbock. La leader dei Verdi accumula infatti un totale di 804.820 followers su tutti i canali (81.081 su Facebook, 345.000 su Instagram e 378.739 su Twitter) conferma ulteriormente la forza di amplificazione social di cui dispone il partito. Ma la capacità di creare un ampio consenso sui social è arrivata anche dall’altro partito che ad oggi può farsi valere al tavolo delle trattative. Christian Ledner, il leader del Freie Demokratische Partei (FDP), è in testa alla classifica del seguito social con 1.113.278 followers totali (292.676 su Facebook, 325.000 su Instagram e 495.602 su Twitter.

La Germania vista dall’Italia

Dopo 16 anni di cancellierato di Angela Merkel, l’appuntamento per decidere il futuro del Paese ha giustamente riscosso l’attenzione di tutti i principali partner europei della Germania, Italia compresa.

Nel nostro Paese infatti dal 24 al 28 settembre l’appuntamento elettorale tedesco ha goduto di un volume di pubblicazioni pari a 38.4K uscite (comprendenti articoli di giornali online e di post sui principali social network) e ha registrato un tasso di interazione complessivo da parte degli utenti pari a 172.8K.

Come è possibile evincere dal grafico dell’andamento delle conversazioni online dal 24 al 28 settembre il parlato non ha avuto un andamento costante, ma anzi ha registrato due picchi di conversazione significativi in corrispondenza dei giorni di voto, come era lecito aspettarsi.

  • il primo picco è stato registrato il 26 settembre dalle 18 alle 19, generato dai risultati dei primi exit poll dalla Germania e dalla dichiarazione del leader della Lega Matteo Salvini, che sperava che in Germania non vincessero “quelli che vogliono più tagli e austerità”;
  • è stato osservato un secondo picco nella serata del 27 settembre, per via delle conversazioni afferenti al buon risultato della SPD – il partito più votato dagli elettori tedeschi – e alla conferma che i tempi necessari per la formazione di un nuovo governo sarebbero stati molto lunghi a causa dell’assenza di un chiaro vincitore.

Altri insight molto interessanti possono essere ricavati dall’analisi dei termini che ricorrono più frequentemente nelle conversazioni afferenti alla issue. In rete il 41% dei messaggi che commentano i risultati elettorali tedeschi citavano anche “Italia” (41%), il 30% “Europa” e il 26,4% “Francia”, prova che gli utenti del nostro Paese avevano ben chiara l’importanza delle conseguenze che l’esito del voto avrebbero avuto nella politica europea in generale e in particolare nella politica estera italiana e francese, da sempre storici alleati e partner della Germania.

La rete è sempre più importante nella dieta mediatica italiana, soprattutto per informarsi su eventi internazionali, e in questa occasione i giornali online che sono stati maggiormente premiati con maggiori tassi di engagement sono stati Tgcom24 (42.8K), Corriere.it (3.8K) e Sky Tg24 (3.1K).

Capitolo a parte meritano le uscite dei principali attori politici e istituzionali del nostro Paese.

Il risultato elettorale tedesco è stato commentato per la maggior parte dalla sfera politica afferente al centrosinistra – non è un caso che tutte le uscite più ingaggianti sul tema siano state pubblicate da esponenti politici di questa area – che non ha esitato a celebrare il buon risultato della SPD e del suo candidato Olaf Scholz.

Il post con più engagement è quello di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che su Facebook ha condiviso una riflessione sulla relativa importanza dei sondaggi, sul ruolo decisivo che i Verdi e i Liberali avranno nella composizione del nuovo esecutivo tedesco e sul nuovo ruolo che l’Italia potrebbe recitare in Europa dato il clima di incertezza e instabilità che si respira in Germania.

Il secondo classificato è Davide Faraone, senatore di Italia Viva. Il post dell’Onorevole si è concentrato sulla fine del cancellierato di Angela Merkel, celebrando la carriera della “Mutti” tedesca con ammirazione.

Roberto Gualtieri, candidato sindaco a Roma per il Partito Democratico, è l’esponente del PD che vanta il post più ingaggiante sul tema. L’ex ministro si è congratulato con Olaf Scholz per il successo elettorale e celebra il risultato della SPD come una vittoria della “dell’equità sociale, della sostenibilità ambientale, dell’innovazione e della solidarietà” rilevante per tutta la sinistra europea.

Per Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio ed ex segretario del Partito Democratico, con l’affermazione dei socialdemocratici tedeschi “hanno vinto le idee per un nuovo sviluppo, sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale”, valori da cui possono ripartire anche la sinistra europea e italiana, a partire dall’appuntamento elettorale nelle grandi città come Roma e Milano del 3-4 ottobre.

Anche il Ministro della Salute nonché segretario di Articolo Uno Roberto Speranza ha celebrato l’importante affermazione elettorale della SPD pubblicando una foto di Olaf Scholz e ha tratto da questa vittoria una lezione valida anche per il centrosinistra nostrano: “La difesa di beni pubblici fondamentali come salute, lavoro, ambiente può essere la matrice di una nuova stagione dei socialisti e democratici in Europa e in Italia”.

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