Milano: dibattito, percezioni e sfumature di una città di tendenza

In occasione dell’evento di inaugurazione dei nostri uffici di Milano, MR & Associati ha realizzato un’analisi qualitativa e quantitativa che ci permettesse di comprendere la natura e le sfumature del dibattito sul web generato dalla città di Milano e provincia per conoscere quali siano gli argomenti maggiormente chiacchierati, quale la dimensione comunicativa preferita e quali gli spokesperson più rilevanti. Parallelamente è stata condotta una ricerca che consentisse un confronto rispetto alle conversazioni questa volta relative a Milano, dall’analisi delle quali è stato possibile fotografare il percepito della città, ossia come viene descritta da un occhio esterno. 

Volumi e caratteristiche del dibattito 

Nell’arco degli ultimi 13 mesi, da maggio 2021 a giugno 2022, le conversazioni online alimentate dalla città di Milano e provincia sono 13 milioni, tra contenuti social e uscite media. Generate da più di 108 mila autori unici, ossia singoli utenti o siti di news, le pubblicazioni del web milanese hanno raggiunto volumi di engagement di oltre 43 milioni di interazioni tra condivisioni, visualizzazioni, commenti e like. Elemento qualitativo importante del dibattito meneghino è il contesto in cui si articola: principalmente sviluppato sui social, è infatti Twitter ad essere l’arena più prolifera e performante su cui i milanesi – o chi risiede in città – si esprimono, con oltre 92 mila autori unici all’attivo. I cinguettii con maggior engagement toccano gli argomenti più disparati, ma il focus ricade soprattutto su 5 macro aree di interesse: politica, cultura, sport, sicurezza e sostenibilità

Da una prospettiva esterna, che dunque scrive e parla della città di Milano, le metriche riportano invece volumi più contenuti ma non per questo meno interessanti. Da maggio 2021 ad oggi la città in rete è stata menzionata 6.5 milioni di volte da 385 mila differenti account raccogliendo, nel complesso, quasi 66 milioni di interazioni. Dal web, che sia attraverso articoli o uscite social, traspare la fotografia di una città dinamica e sempre in movimento, capitale di opportunità, tendenze e business, dedita tanto alla cultura quanto alla gestione dei servizi, con un forte propensione ad esprimersi sui temi caldi dell’agenda politica nazionale ma mantenendo sempre un occhio proiettato verso l’Europa.

Di cosa parla Milano?

I social sono stati nell’ultimo anno palcoscenico prediletto del popolo milanese per esprimere la propria opinione su tematiche politiche, specialmente di caratura nazionale. E’ soprattutto sul Ddl Zan che si è concentrata l’attenzione di Milano che si conferma città attenta al tema dei diritti civili e della libertà nel senso più ampio del termine. È infatti con ampia partecipazione, online (menzionato in rete oltre 90 mila volte) e offline (con manifestazioni e cortei), che i milanesi si sono inseriti nel controverso e articolato dibattito sul disegno di legge contro l’omotransfobia. 

Lo sport, e in particolare il calcio, è la seconda issue più frequente nelle conversazioni dei milanesi. Città natale di due squadre importanti, Milan e Inter, Milano ha mostrato un trend di interesse verso questo sport in costante crescita, culminato dai recenti onori nazionali in occasione della conquista rossonera dello scudetto. È infatti la squadra di Stefano Pioli a monopolizzare il dibattito tematico e conquistare il mondo dei social network, specialmente Twitter con quasi 3 milioni di cinguettii negli ultimi 13 mesi. Nonostante la eco mediatica che in questo Paese il calcio garantisce, per i milanesi non è l’unico sport: tra basket, padel, hyperspace, zerogravity e attività acquatiche all’idroscalo, Milano offre e racconta tante realtà differenti mostrandosi legata alle tradizioni ma sempre a cavallo delle nuove tendenze.

A livello sociale la città di Milano ha dato prova di essere sempre più interessata a mostrare un’altra sfumatura di sé che, sotto certi punti di vista, per qualche anno può essere passata in secondo piano, la cultura. Tra le pubblicazioni web più performanti troviamo infatti il cordoglio meneghino per la morte di una stella di Milano Carla Fracci, una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo, sponsorizzazioni della Triennale e conseguenti tweet di commento su architettura e cultura contemporanea, oltre a pubblicazioni di performance teatrali. Non da meno la significativa eco mediatica della Design Week, menzionata nel web milanese oltre 20 mila volte.

Tema domestico ma dalla portata mediatica nazionale è stato quello della sicurezza. Non sono passati inosservati, ai milanesi quanto agli italiani, i problemi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza che la città ha avuto negli ultimi mesi. Gioco forza le allora imminenti elezioni amministrative, da cui è poi emerso vincitore, il sindaco Beppe Sala è stato infatti al centro di oltre 300 mila conversazioni web con un engagement di 3.5 milioni di interazioni. Nonostante i dati sulla criminalità a Milano nel 2021 siano migliori rispetto al periodo del lockdown – e ancor più rispetto a 10 anni fa – capitolo delicato è quello relativo alla percezione di sicurezza e dell’attenzione sono stati soprattutto giovani e baby gang, attori di rapine e aggressioni sessuali. 

Il capoluogo lombardo è oggi sempre più attento alle tematiche green e mira a essere una città sostenibile, non solo a livello nazionale, ma anche in linea con lo standard europeo. Tra gli argomenti più chiacchierati ci sono senza dubbio le novità sostenibili, in primis gli investimenti del Comune a favore della mobilità, come l’incremento delle piste ciclabili, l’utilizzo dei servizi di car sharing e la riqualificazione di vecchi quartieri collegati tra di loro da metropolitana e piste ciclopedonali. Ed è la stessa cittadinanza che si mostra attiva nell’ottica di una Milano più eco friendly utilizzando sempre più spesso i servizi di sharing mobility.

Come Milano viene percepita?

Chi volta el cùu a Milano, il volta al pan”, letteralmente “Chi volta le spalle a Milano, le volta al pane“. Il proverbio si riferisce al fatto che chi rinuncia a Milano e a ciò che ha da offrire, farà più difficoltà a mangiare, ossia a lavorare. Come spesso si sente dire, in cultura e detti popolari c’è del vero: la città è da sempre infatti percepita come luogo di opportunità, come un treno e un’occasione da non perdere per le possibilità che ha da offrire, soprattutto dal punto di vista lavorativo e professionale. 

E su questa linea si inserisce un ampio ventaglio di uscite media e social che descrivono Milano per gli innumerevoli servizi che garantisce, dal marketing alla gestione, dalla consulenza alla formazione fotografando una città leader tanto nel campo tecnico quanto in quello innovativo. È interessante notare come tra i termini più frequentemente utilizzati quando si parla di Milano ci siano crescita – con una correlazione del 20% – e manager, con una significatività del 16%. 

A conferma che non solo Milano si attivi concretamente sui main themes della politica italiana ma che si inserisca in una narrazione culturalmente stimolante e ambisca ad essere riconosciuta come città di cultura, arrivano anche pubblicazioni e articoli nazionali. La sensazione che la cultura stia tornando ad essere un “trend made in Milan” è supportata da un’analisi degli argomenti e delle ricerche Google maggiormente associate alla città della Madonnina. Nell’arco dell’ultimo anno, infatti, tra le query che rivelano una significativa correlazione con Milano troviamo il Teatro la Scala, il museo del Novecento, la Triennale e il composito ventaglio di università, ma anche realtà più di nicchia o periferiche come il Milano Latin Festival o Carroponte, la sala da concerto a Sesto San Giovanni.

Milano è spesso considerata come unica città internazionale del Paese, dal respiro quasi più europeo che italiano. Un’etichetta affibbiatale per diverse ragioni tra cui, soprattutto negli ultimi anni, il fatto che sia l’unica realtà metropolitana italiana saldamente agganciata alla ripresa economica e urbanistica dei grandi Paesi europei. Non da meno il suo essere sempre un passo avanti rispetto alle altre città della penisola, l’essere tanto sull’onda dei trend internazionali quanto in grado di anticiparne altri in numerosi settori, così come il suo animo cosmopolita.

Per tutti questi motivi, ma soprattutto per l’aria internazionale che si respira, molti considerano Milano la nuova capitale d’Italia, vista come la città che più di tutte è in grado di interfacciarsi con le altre grandi e moderne realtà, europee e non solo, sotto praticamente ogni punto di vista, in primis quello dell’economia e dell’innovazione – tanto da ricevere il titolo di “capitale economica e finanziaria del Paese”. Menzionata solo nell’arco dell’ultimo anno oltre 10 mila volte con l’appellativo di “capitale”, a mero titolo esemplificativo è stata definita “capitale dell’innovazione”,  “capitale dei diritti”, “capitale dello sport”, “capitale della moda” e “capitale dello shopping”, “capitale green” e “capitale ecologica”, “capitale del design e del fashion”, “capitale mondiale del quantum computing” e “capitale europea dell’auto”.

Un’istantanea di Milano

La duplice analisi del dibattito interno ed esterno alla città ci ha consentito di scattare una fotografia a tutto tondo nella quale troviamo conferma del fatto che Milano sia e venga percepita come la vera realtà internazionale di questo Paese, capitale di crescita, servizi e opportunità, ma al tempo stesso promotrice di cultura, nuovi trend e attivismo politico.

È interessante tuttavia notare alcune differenti sfumature tra le conversazioni alimentate dalla città e la sua percezione dal resto del Paese. In primo luogo il ruolo marginale della moda nel dibattito meneghino: nonostante sia considerata “capitale della moda” e madrina di iconici eventi tematici, in realtà lusso, fashion e shopping non rientrano tra gli argomenti più chiacchierati della città. 

Al contrario, se le conversazioni dei milanesi sono molto green, da un occhio esterno la sostenibilità è proprio uno di quei punti deboli che lascia Milano un passo indietro rispetto alle altre città europee.

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