Viaggio in America: Il diario social di Alessandro Di Battista

È quasi giunto a termine il lungo viaggio nelle Americhe di Alessandro Di Battista. Esattamente un anno fa, l’ex deputato del Movimento Cinque Stelle annunciava tramite una diretta Facebook una “piccola pausa” dalla vita politica, per dedicarsi alla cooperazione internazionale e al figlio appena nato. Complice la regola del divieto del doppio mandato, così come l’esigenza di raccontare luoghi e popoli, il 29 maggio la famiglia Di Battista (#familyontheroad) fa le valigie e vola verso San Francisco, prima tappa del tour con destinazione Sud America.

Mio figlio dorme e ride. Di giorno dorme troppo purtroppo, il jet lag l'ha colpito e, più o meno come le sue prime tre…

Pubblicato da Alessandro Di Battista su Giovedì 31 maggio 2018

Di questi sei mesi di viaggio, abbiamo analizzato gli ultimi tre, perché più significativi in termini di contenuti. Attraverso l’analisi delle sue pagine social, abbiamo cercato di verificare l’eventuale evoluzione nella sua comunicazione online, osservando la sua presenza in rete anche attraverso gli articoli di giornale che l’hanno visto protagonista, al fine di comprenderne non solo il posizionamento rispetto al Governo giallo-verde, ma anche il rapporto con la Lega, l’alleato di Governo. Inoltre, abbiamo cercato di capire se i temi che affronta sui social sono in linea con l’agenda del Movimento e quindi se dall’esterno eserciti ancora un certo tipo di pressione sulle vicissitudini politiche italiane.

 

Online Di Battista fa notizia: negli ultimi tre mesi la keyword “Di Battista” è stata menzionata 112.500 volte, con un picco di 52.800 citazioni nel mese di novembre in occasione della polemica contro i giornalisti nata in seguito dell’assoluzione di Virginia Raggi dall’accusa di falso nel processo in cui era imputata per la nomina di Renato Marra. Non solo, anche il termine “Dibba”, soprannome con il quale è stato battezzato dal web, viene utilizzato molto: in totale sono 26.000 le menzioni online.

 

 

Oltre al dissing nei confronti dei giornalisti, Di Battista fa parlare di sé anche a settembre, quando è protagonista di un vero e proprio allarme social che, con tanto di hashtag #dibattistafueraya e #nolodejenentrar, si trasforma in pochissimo una campagna contro di lui: viene accusato di essere un simpatizzante di estrema destra del Governo Italiano e per questo motivo il suo viaggio comincia ad essere guardato con sospetto da parte del mondo della sinistra sudamericana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia sono i diversi i quotidiani che ne danno notizia, ma tra tutti l’articolo più condiviso sui social è quello de Il Fatto Quotidiano, che sfiora le 43 mila condivisioni. Risolto questo incidente di percorso, dopo un mese circa, è il momento del video fatto girare in rete da Oggi, che mostra un giovane Di Battista cimentarsi in una danza sul palco di un noto villaggio turistico, al tempo in cui la politica era ancora lontana. L’articolo che contiene il video viene condiviso 56.770 volte sui social.

Tutto il viaggio di Alessandro Di Battista e famiglia è documentato, non solo sui social. Su Il Fatto Quotidiano, per esempio, è possibile leggerne un resoconto, descritto in maniera minuziosa come un vero e proprio diario di bordo. I suoi articoli, tagliati su vari argomenti, vanno dalla Silicon Valley ai trattati di libero commercio, passando dal muro di Tijuana fino al populismo di convenienza e ricevono mediamente 12 mila condivisioni. Qualora la scrittura non dovesse bastare, esiste un canale dedicato ai video-racconti del suo viaggio: “L’orizzonte lontano”. Questo format è un’esclusiva per ILoft, la nuova piattaforma televisiva della società editoriale Il Fatto.

 

Passando all’analisi dei suoi canali social, Di Battista è molto attivo su Facebook (1,5 milioni di fan) e su Instagram (207 mila follower), mentre ignora Twitter, dove non pubblica dal 12 luglio nonostante i 246 mila follower. Sulle piattaforme di Zuckerberg nei tre mesi di analisi produce 56 post e pubblica 43 fotografie, ottenendo un engagement pari a 1,1 milioni di interazioni su Facebook e quasi 976 mila su Instagram. Inoltre, facendo un confronto con i nostri dati che risalgono a dicembre 2017, la pagina Facebook di Di Battista è cresciuta da allora del 13%, il profilo Twitter del 25% e Instagram addirittura del 62%.

Numeri decisamente significativi, ma comunque lontani da quelli registrati dai social dell’amico Luigi Di Maio. Il Ministro del Lavoro, infatti, vanta su Facebook una fanbase di 2,1 milioni di fan con 11,2 milioni di interazioni, mentre su Instagram con 615 mila follower raggiunge livelli di interazioni pari a 3,1 milioni.

Tornando a “Dibba”, possiamo dire che il canale sul quale si esprime rispetto alle vicende politiche italiane è sicuramente Facebook, dove alterna messaggi, contenuti fotografici, video, dirette e social card. Per quanto riguarda i temi trattati, non si nota alcun contrasto con la linea del Movimento ma, anzi, la volontà è proprio quella di fare da eco alle scelte di Governo, o almeno a quelle dei colleghi Cinque Stelle. Ne è un esempio il post pubblicato in occasione dell’inserimento del Reddito di Cittadinanza nel DEF, che ottiene 25.305 like, 1.664 commenti e 5.231 condivisioni.

Alessandro Di Battista rimane dunque sempre molto fedele al Movimento, anche quando le questioni sono particolarmente delicate, come quella del “pugno chiuso” di Toninelli trionfante per l’approvazione del Decreto Genova:

PUGNI CHIUSI E MANI IN TASCACi sono mani e mani. C'è un pugno chiuso mostrato da un Ministro che esulta per essere…

Pubblicato da Alessandro Di Battista su Giovedì 15 novembre 2018

A dicembre Di Battista tornerà in Italia. Cosa sarà del suo “futuro a Cinque Stelle” è difficile da prevedere, perché le teorie a riguardo sono diverse. Attraverso l’analisi delle sue pagine social la sensazione è quella che continuerà a sostenere il Movimento, schierandosi in prima linea nelle battaglie più urgenti. L’aspettativa, quindi, è che Di Battista sarà ovviamente accolto a braccia aperte, sia dai simpatizzanti, che auspicano vivamente una sua scesa in campo, sia dal Movimento stesso, la cui pagina Facebook dal lontano 29 maggio continua a seguire con attenzione i suoi passi, americani e non. In sintesi, quello che i vertici pentastellati hanno in serbo per lui, rispetto ai prossimi appuntamenti elettorali e in generale durante questa Legislatura, non è ancora chiaro.

 

Analisi a cura di @AliceBlangero

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