#ReferendumAutonomia: l’analisi social tra Veneto e Lombardia

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Domenica 22 ottobre in Lombardia e in Veneto i cittadini sono stati chiamati al voto per un Referendum consultivo sull’autonomia regionale. I due principali promotori sono stati Roberto Maroni e Luca Zaia e noi abbiamo analizzato gli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, dall’8 al 22 ottobre, seguendo gli account Twitter dei due Governatori e monitorando i principali hashtag di riferimento.
Come è stato detto anche sui giornali online e sulla carta stampata, si è trattato di una campagna referendaria che ha avuto poco risalto in termini nazionali e che non è mai “decollata” nonostante le risorse investite nella comunicazione istituzionale (specialmente in Lombardia). Anche online possiamo dire che non sono mai state raggiunte cifre davvero consistenti, escluso il giorno finale, domenica 22 ottobre, in cui i tweet con gli hashtag della campagna hanno raggiunto numeri importanti. Nel dettaglio, gli hashtag lanciati dai Governatori che abbiamo monitorato sono stati 5: #SìAutonomia (434 occorrenze totali), #autonomia (5.174 occorrenze tot.), #22ottobre (8.730), #ReferendumAutonomia (16.215), #Lombardiaintesta (94) e #referendum (10.576). All’analisi abbiamo aggiunto anche gli hashtag “non ufficiali” #referendumlombardia e #referendumveneto, di cui parliamo nella seconda parte dell’articolo.

Se escludiamo #Lombardiaintesta, lanciato da Maroni senza grande successo, gli altri sono stati utilizzati indifferentemente sia in Veneto che in Lombardia. #ReferedumAutonomia è risultato quello più significativo, con una vera diffusione a livello nazionale. Nella giornata di domenica, infatti, solo per #ReferendumAutonomia compaiono 8.086 tweet, 1.280 dei quali pubblicati in Lombardia e 750 in Veneto. Questo è sicuramente un dato che ci fa capire come, all’approssimarsi della chiusura delle urne, il tema sia uscito dai confini geografici regionali e abbia coinvolto numerosi utenti da diverse zone d’Italia. Giornalisti, politici, influencer e semplici cittadini hanno infatti commentato i dati che via via arrivavano (più o meno regolarmente, almeno per la Lombardia) direttamente dal loro telefono. Considerando la diffusione degli hashtag dal punto di vista della comunicazione politica, ci rendiamo conto di come il controllo sul messaggio referendario sia “sfuggito di mano” ai due Governatori. Se a inizio campagna erano stati loro a lanciare gli hashtag con cui raccontare la campagna referendaria, nel giorno del voto,nè Maroni nè Zaia, sono riusciti a “bucare” con un tweet che raggiungesse un buon livello di condivisioni. Infatti, se andiamo a vedere i tre tweet che hanno raggiunto più engagement con l’hashtag #ReferendumAutonomia, troviamo quelli di @lefrasidiosho, @matteosalvini e @marcosalvati. Come spesso accade è la satira a farla da padrona nel web.

Nella giornata di domenica sono “esplosi” anche due hashtag che potremmo definire non ufficiali, ma che hanno raccolto molti messaggi sulla consultazione referendaria: ci riferiamo a #referendumlombardia e #referendumveneto. Con il primo è nata una discussione online da 10.123 tweet, mentre il secondo si è sviluppato in tono minore, con 1.673 tweet.

I tre tweet con più engagement sulla Lombardia hanno un tono più satirico/negativo mentre quelli riferiti al Veneto sono a sostegno della giornata di voto. Matteo Salvini è stato certamente il politico più attivo e più condiviso sui social durante la giornata di voto, confermando ancora una volta il suo ruolo di influencer nella politica italiana.

Analisi di @TomDotti

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