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Referendum: sorpresi dal risultato? Sarebbe bastato osservare Twitter

Il 2 dicembre Twitter diceva: 41% Si e 59% No.

La nostra analisi svolta su Twitter nel periodo 1 settembre – 2 dicembre, si è sviluppata su più linee direzionali. È stato analizzato inizialmente l’hashtag #Referendumcostituzionale, valutandone la vertiginosa crescita nel tempo. Per quanto riguarda le uscite relative alla keyword “referendumcostituzionale” il No è risultato sempre in testa, con un andamento che ha visto progressivamente ridursi il distacco fino a percentuali che hanno coinciso esattamente con il risultato finale del voto.
Già dalla nostra analisi (che trovate qui), conclusasi due giorni prima del voto, il 2 dicembre, le percentuali risultano infatti combaciare quasi perfettamente: 59% No e 41% Si.  È stata svolta un’analisi quantitativa e qualitativa dividendo le uscite tra Sì e No svolgendo un calcolo a campione. Successivamente un’analisi tra i principali hashtag dei comitati referendari li ha confrontati dal punto di vista quantitativo, valutandone l’andamento e gli influencer: #bastaunsi, #iovotono, #iodicono, #iovotosi.

La situazione su Twitter  ha rispecchiato fedelmente la realtà, con un’omogeneità del fronte del Si con la pagina @bastaunsì e il relativo hashtag #bastaunsi, mentre il fronte del No è risultato frammentato e diviso in più pagine e hashtag. La pagina Twitter @bastaunsi è stata sempre in vantaggio come numero di follower (ad oggi 12.300), mentre la pagina @comitatono ha raggiunto 7.880 follower. Il No, però, è risultato costantemente più attivo, con un volume di uscite che è stato nettamente in testa fin da settembre.

I tweet con più engagement:

Gli influencer:

L’autore più attivo per la keyword “referendumcostituzionale” risulta essere @grilliserafino mentre l’influencer principale è @comitatono:

Temi di maggior interesse:

L’andamento negli ultimi 4 mesi:

Netto aumento delle uscite da Agosto

Nel grafico si può notare come la keyword “referendumcostituzionale” subisca un aumento quasi verticale dal mese di agosto in poi, fino ad arrivare a 126.150 uscite nel mese di novembre.

Gli hashtag dei comitati:

Prevalenza netta dell’hashtag “#IoVotono”

Dall’analisi si è rilevato che l’hashtag #IoVotoNo è risultato nettamente in testa come numero di uscite, 1.026.000 totali, seguito da #bastaunsi con 354.000. Il momento di maggiore recupero di #bastaunsi è avvenuto nel mese di ottobre, ma #IoVotoNo è sempre cresciuto con progressione maggiore.

Gli influencer

Referendum personalizzato?

Dal calcolo dei tweet con l’hashtag #IoVotoNo (1.026.000 totali), risulta che 204.000 di questi sono collegati alla parola Renzi. Il 19,8% dei tweet per il No sono collegati al Presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il Si, dei 354.000 tweet con l’hashtag #bastaunsi, circa 30.000 di questi sono collegati a Renzi (l’ 8,5% del totale).

 

 

Dibattiti

Abbiamo analizzato i principali confronti televisivi andati in onda su La7 nella prima parte della campagna elettorale, dove si rileva un netto aumento delle uscite per l’hashtag #bastaunsì, calcolate durante le trasmissioni. Nel confronto tra i due principali hashtag #bastaunsì e #IoVotoNo prevale il primo in due occasioni su quattro. Successivamente abbiamo analizzato gli ultimi appelli al voto dei principali leaders politici, andati in onda in 4 trasmissioni televisive nell’ultima settimana di campagna elettorale. In questo caso l’hashtag #IoVotoNo è in netta prevalenza rispetto a #bastaunsi.

Ironia social

Gli endorsement

Il Sì di Romano Prodi – Le reazioni su Twitter

Abbiamo analizzato l’andamento delle uscite su Twitter in concomitanza della decisione di Romano Prodi di rendere pubblico il suo Sì alla riforma costituzionale, avvenuta il 30 novembre nel pomeriggio. In totale, sono stati pubblicati 17.100 tweet con l’hashtag #Prodi. Se da un lato non si può affermare quanti voti reali ha spostato questo endorsement, analizzando il flusso online si nota come sia stata sicuramente una mossa mediatica importante che ha contribuito ad aumentare il volume di traffico  tra gli utenti sul tema del referendum costituzionale. I primi 3 influencer sull’hashtag #Prodi sono stati: @bastaunsi, @Iddio e infine @sempreciro. Di seguito si riportiamo i primi tre tweet per engagement:

Conclusioni

Twitter ha rappresentato fedelmente la realtà in questa campagna elettorale, sul web si è ricreato infatti lo stesso sentiment  e clima d’opinione che si respirava nel Paese. Svariate caratteristiche della comunicazione online hanno rispecchiato fedelmente alcuni fenomeni offline, come la frammentazione del fronte del No contro un Si unitario e chiaro, ed ancora il rapporto tra le uscite per il No e il riferimento a Matteo Renzi, calate drasticamente nel mese di ottobre in concomitanza con la decisione del Presidente del Consiglio di diminuire la propria esposizione mediatica, per rimediare all’eccessiva personalizzazione. Infine i social hanno funzionato da amplificatore delle ironie pesanti, delle tensioni forti, degli endorsement provenienti dal mondo dello spettacolo, sportivo e accademico, fortemente ripresi da entrambe le parti.

In questa campagna elettorale, Twitter è stato più preciso dei sondaggi. Già nel mese di settembre, aveva “pronosticato” l’umore degli italiani sul referendum mentre i sondaggisti presentavano una battaglia ancora aperta.

Nel grafico sottostante sono stati messi a confronto le percentuali fornite dall’analisi di Twitter con la media dei sondaggi per i mesi di settembre, ottobre e novembre (fino al 18 nov).