Il Midterm 2018 sui social

Negli Stati Uniti le elezioni di metà mandato sono un evento politico tra i più seguiti e commentati sui social, e quelle di martedì 6 novembre non fanno eccezione, come emerge dall’analisi delle conversazioni online di questi giorni. Anche in Italia il Midterm 2018, destinato a segnare uno spartiacque nella presidenza di Donald Trump, ha suscitato molta attenzione e dibattito: un flusso di post e tweet in cui non hanno mancato di inserirsi i politici nostrani, nel tentativo di tracciare paralleli con quanto accaduto oltreoceano, e così di orientare a proprio vantaggio la lettura della notizia politica del giorno. Vediamo come, nell’analisi che abbiamo elaborato sugli andamenti social da lunedì 5 a mercoledì 7 novembre.

I dati, innanzitutto. Partiamo dal volume delle conversazioni generate sui social dall’appuntamento elettorale: a livello globale sono stati pubblicati oltre 7 milioni di messaggi, scritti da 444.900 utenti unici. Notiamo subito come la parola-chiave più menzionata sia “Trump”, presente in 5,5 milioni di post e tweet, a ribadire la centralità della figura del presidente nel dibattito attorno al Midterm.

Passando agli hashtag più diffusi, spiccano #Midterms2018 ed #electionnight: il primo è stato il più utilizzato nel periodo considerato, con ben 719.700 menzioni, mentre il secondo è prevalso nella notte elettorale (566.500 contro 279.100). Popolari anche #Midterm2018 (112.500 menzioni) e #midtermelection2018 (48.548).

Elezioni USA di Midterm: attività social globale

E in Italia? Il volume complessivo delle uscite social a tema Midterm è di 36.423 post e tweet. Per dare un’idea: l’edizione 2018 della Leopolda (l’avevamo analizzata qui) aveva generato 64.200 uscite. I profili coinvolti sono stati circa 4.000. #Midterms2018 è risultato l’hashtag più usato, sia in generale (8.256), sia nel picco corrispondente alla chiusura dei seggi e alla pubblicazione dei primi exit poll, tra la mezzanotte e l’una di mercoledì 7 novembre.

Elezioni USA di Midterm: attività social in Italia

Sul secondo gradino del podio #maratonamentana, le cui 5.678 menzioni confermano quanto, per gli appassionati del genere, le dirette fiume capitanate dal direttore del TgLa7 siano ormai diventate sinonimo delle prolungate operazioni di scrutinio elettorale, e dell’attività social connessa. Una curiosità: l’ultimo dato si riferisce esclusivamente ai tweet e post pubblicati in Italia, ma se si esclude il filtro geografico relativo al nostro Paese le menzioni aumentano fino a quota 6.299; e quelle 621 uscite social di differenza sono geolocalizzate principalmente negli Usa, nel Regno Unito, e in Francia. Tra gli expat italiani nel mondo, insomma, c’è una piccola comunità di aficionados delle maratone elettorali di Mentana.

Da un punto di vista geografico, la quota più cospicua dei messaggi pubblicati sui social proviene dal Lazio e segnatamente da Roma – sede della maggior parte delle testate giornalistiche e delle reti televisive –, seguiti a lunga distanza dalla Lombardia, trainata da Milano, a cui si accodano poi Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna.

Elezioni di Midterm: distribuzione delle attività social in Italia

Gli account delle trasmissioni televisive che hanno seguito in diretta lo spoglio in corso negli States hanno dato vita a un’intensa attività social: tra gli account più attivi ed engaging, infatti, compaiono @La7tv (1500 interazioni generate), SkyTg24 (518), RaiNews (468).

Come spesso accade in occasione degli eventi più rilevanti nella politica estera, anche in queste elezioni di metà mandato i leader politici italiani si sono espressi sui social, associandosi ai partiti e ai candidati sentiti come più vicini alle proprie posizioni. Ma come trarre vantaggio da un’elezione dall’esito complesso e non facilmente sintetizzabile come il Midterm 2018, dove – come ha spiegato bene il sito di news il Post – da una parte i Democratici sono riusciti a riconquistare la Camera dei Rappresentanti, ma dall’altra parte i Repubblicani non hanno subito la débâcle temuta e hanno consolidato la propria maggioranza al Senato? La scelta dei politici italiani che hanno trattato il tema (non tutti: gli esponenti del Movimento 5 Stelle, per esempio, hanno quasi ignorato l’argomento) è stata di enfatizzare gli aspetti positivi dei risultati dell’una o dell’altra parte politica, escludendo tutto il resto.

Ne è un esempio il contenuto che ha suscitato il maggior numero in assoluto di interazioni: cioè il post sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, dove il leader leghista si congratula con il presidente Trump per i seggi aumentati al Senato. Di segno opposto un altro post che ha riscosso ampio successo sulla stessa piattaforma, quello di Laura Boldrini, con cui l’ex presidentessa della Camera enfatizza la vittoria dei Democratici alla Camera e il record di donne elette.

Lo stesso è accaduto su Twitter, dove il top post è stato pubblicato dall’ex premier Paolo Gentiloni.

Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato protagonista (ben al di là delle sue intenzioni, probabilmente) del chiacchiericcio social nella notte delle elezioni. Tra i tweet che hanno generato il maggior numero di interazioni, infatti, parecchi si riferiscono alle dichiarazioni del premier durante la trasmissione “Dimartedì”, dove Conte ha precisato di non volersi sbilanciare su Trump a urne aperte «perché devono votare e non voglio creare interferenze».

Oltre all’esempio riportato, gli altri tweet che hanno ripreso le parole involontariamente comiche del premier sono risultati quelli di maggiore successo tra i cinguettii italiani contenenti gli hashtag #Midterm2018 (è il caso di @colvieux) e #maratonamentana (come il blogger @nonleggerlo).

Analisi a cura di @paolo_bovio e @AliceBlangero

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