L’hashtag activism sulla crisi di Aquarius

La vicenda Aquarius ha acceso un vero e proprio dibattito social. Proviamo a ricostruire come sono andate le cose.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha subito twittato la sua posizione, lanciando l’hashtag #chiudiamoiporti, proponendo lo stesso contenuto pochi minuti dopo sulla sua pagina Facebook in questo post.

I suoi post hanno ottenuto un engagement totale pari a 12.991 interazioni per il tweet e 178.783 per il post su Facebook.

L’hashtag lanciato dal Ministro conta ora 228 post pubblici su Facebook e 22.600 su Twitter, dove la foto sopra riportata si classifica come contenuto top engaging del flusso di conversazione.

Per le risposte al Ministro sono stati utilizzati principalmente due hashtag. Il primo è #apriteiporti che registra 12.700 conversazioni su Twitter e 18 contenuti pubblici su Facebook. In questo caso, il top influencer è Roberto Saviano con questo tweet sul silenzio di Toninelli, per un totale di 8.245 interazioni.

L’altro hashtag, #umanitàperta, conta 4 post pubblici su Facebook e 14.200 cinguettii su Twitter. Questa etichetta è spesso utilizzata in concomitanza con #apriteiporti, infatti il tweet di Saviano è anche qui top influencer. Fabio Chiusi, il giornalista di ValigiaBlu – la testata di news e approfondimenti online che ha lanciato l’hashtag – utilizza #umanitàperta, totalizzando 1.712 interazioni.

Ma l’hashtag più utilizzato è #Aquarius, dal nome dell’imbarcazione, che conta 88.800 cinguettii e 75 post. Nel flusso di tweet, spicca quello di Laura Boldrini:

che registra un engagement totale di 14.214 interazioni.

Questo esempio di hashtag activism può sicuramente servire a rafforzare la tesi che i social sono un campo ormai abituale di confronto e dibattito, dove gli utenti si riversano per esprimere la propria opinione. I social si confermano terreno fertile per gli opinion makers e agorà pubbliche da cui carpire il sentire comune.

 

Dati raccolti entro le 12:00 di lunedì 11 giugno.

Analisi a cura di @mgcarbotti

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