» La social evoluzione del contratto di governo

 La social evoluzione del contratto di governo

(monitoraggio svolto tra il 3 aprile e il 27 maggio)

È stato un periodo lungo e travagliato, che dall’iniziale stallo, ha portato ad una lunga fase di consultazioni, sfociata, come ben sappiamo, nel contratto per il governo del cambiamento e nell’incarico al professor Giuseppe Conte, poi sfumato in un nulla di fatto.

In questo lasso di tempo abbiamo tenuto sotto controllo i canali Facebook e Twitter di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due leader protagonisti, per darvi una fedele fotografia di come si sono comportati e di come le loro ampie fanbase hanno reagito ai momenti clou della trattazione politica.

Abbiamo preso in esame l’intero arco temporale, suddividendolo in tre periodi: il primo è quello delle consultazioni, che va dal 3 aprile – primo giorno effettivo di lavoro – al 9 maggio, quando, fallite tutte le prove di dialogo, ultima quella tra M5S e PD, la Lega e i pentastellati si sono seduti al tavolo per provare a buttar giù quello che poi è diventato il contratto per il governo del cambiamento. Il secondo periodo ha la durata della stesura del documento, cioè dal 10 maggio al 20. Infine, la terza fase inizia il 21 maggio e si conclude il 27, con l’incarico con riserva da parte di Mattarella a Conte e la sua rinuncia.

Durante questi mesi, il profilo Facebook di Salvini non ha né perso né guadagnato consensi, stanziandosi sempre su 2,3 milioni di follower. È su Twitter che il leader della Lega aumenta la sua audience, passando dai 717mila seguaci della prima fase a 721.937 del 27 maggio. Lo stesso vale per Di Maio: se su Facebook la fanbase rimane pressoché invariata (1,6 milioni), su Twitter passa da 342.800 follower a 350.132.

A livello tematico, il primo periodo è il più scoppiettante. Salvini propone più volte la sua disponibilità a Di Maio a condizione che sia lui sia Berlusconi non pongano veti sull’unico governo possibile, cioè quello tra la coalizione di destra e i pentastellati, escludendo il PD, come si evince dal suo top post di questa fase (137.456 like, 16.353 condivisioni e 22.008 commenti). Di Maio, invece, è deluso dal leader del Carroccio che “ha deciso di condannarsi all’irrilevanza per tutelare Berlusconi”. Proprio a lui, infatti, si era rivolto inizialmente, invitandolo a convogliare in un asse tematico da concretizzare nel contratto per il governo del cambiamento. È per questo che nel videomessaggio top engaging della fase delle consultazioni (che conta 66.834 like, 63.447 condivisioni, 16.979 commenti e 2,3 milioni di visualizzazioni), Di Maio chiede agli elettori di tornare alle urne.

Dal 10 al 20 maggio, si realizza un parallelismo tra la stesura del contratto nelle stanze del Parlamento e i contenuti postati sui social dai leader: Salvini e Di Maio concordano sull’importanza politica della neonata alleanza e su quanto insieme siano stati capaci di dare priorità ai temi e non alle poltrone. Entrambi annunciano sui loro canali gli argomenti contenuti nel contratto come ad esempio l’abolizione della Legge Fornero, quella sulla legittima difesa, la riforma fiscale per Salvini e il reddito di cittadinanza, la legge sul conflitto d’interessi e il salario minimo garantito per i 5 Stelle. Inoltre, nei loro post che da questo momento in poi vengono contrassegnati dagli hashtag #IoStoNelContratto (che conta 417 cinguettii su Twitter) e #contrattodigoverno (che ne conta 73.100), non mancano di sottolineare che trovare un equilibrio è la vera scommessa, e di scusarsi qualora i programmi elettorali non venissero del tutto rispettati. In questa delicata fase di compromesso, è un post di Di Maio a catturare la maggioranza delle interazioni, in totale 232.500 per un video in cui aggiorna il pubblico sui punti della bozza di contratto.

Questo è il momento del coraggio o della paura. Collegatevi, ho qualcosa da dirvi.

Pubblicato da Luigi Di Maio su martedì 15 maggio 2018

Salvini, che utilizza lo stesso formato per dire la sua sul contratto e per difenderlo da chi lo contesta, si ferma a 217.700 interazioni totali.

Provano a fermarci coi soliti ricatti dello Spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee.Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse.#primagliitaliani

Pubblicato da Matteo Salvini su mercoledì 16 maggio 2018

 

Terminato il contratto, è il momento di pensare al premier e viene proposto Giuseppe Conte, che il 23 maggio riceve da Mattarella l’incarico con riserva. Di Maio, entusiasta del risultato portato a casa, condivide sui suoi social l’intervento di Conte in seguito al colloquio con il Capo dello Stato e pubblica un video (85.118 commenti, 27.580 condivisioni, 48.193 commenti e 906.210 visualizzazioni) in cui annuncia ufficialmente la nascita della terza Repubblica. Salvini, più prudente, nel suo messaggio da 92.730 like, 14.761 condivisioni, 52.292 commenti e 1,4 milioni di visualizzazioni, si dice soddisfatto e incarica se stesso e i suoi elettori di vigilare costantemente sull’operato del premier, per garantire la massima coerenza rispetto al contratto, legittimato dai pentastellati sulla piattaforma Rousseau e dai leghisti nei gazebo in piazza.
Domenica 27 maggio, svanita l’ipotesi del Governo Conte, Salvini e Di Maio affidano la loro rabbia ai social pubblicando due dirette, in cui promettono che non si arrenderanno.
Il primo produce un video di 25 minuti che ottiene 2,8 milioni di visualizzazioni, 234.589 reazioni, 78.442 condivisioni e 130.169 commenti, mentre Di Maio  con il suo messaggio registra 6 milioni di visualizzazioni, 230.024 like, 229.551 condivisioni e 115.253 commenti. Nelle ultime ore Mattarella ha affidato l’incarico a Carlo Cottarelli, che in questa settimana ha ottenuto 83.800 menzioni su Facebook e Twitter.

Per concludere la nostra analisi, l’ultimo dato rilevante è l’indice medio di engagement raggiunto dai due leader in questo periodo. Come si può notare, i dati sulle loro performance social sono molto alti, questo perché sono tra i rappresentanti politici più seguiti del panorama politico attuale. Di Maio sorpassa Salvini in tutte e tre le fasi, il suo livello di engagement medio per post aumenta sempre più, raggiungendo il suo picco nell’ultima fase (39.393 su 33 post). Il leader della Lega segue, totalizzando nello stesso periodo un engagement medio di 19.417 interazioni per 103 post, probabilmente penalizzato dalla mole consistente e a tratti eccessiva di contenuti pubblicati giornalmente.

Analisi a cura di @ablangero e @mgcarbotti

 

 

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