» I temi discussi online dai Ministri del Governo gialloblu

 I temi discussi online dai Ministri del Governo gialloblu

Sono già passati due mesi dall’insediamento del Governo Conte, festeggiato da leghisti e pentastellati con decine di selfie sorridenti che hanno invaso le nostre timeline. Durante questo arco di tempo abbiamo tenuto d’occhio gli account dei Ministri, per orientarci rispetto ai temi trattati e alle prese di posizione assunte.

C’era da aspettarselo: l’immigrazione, la legge sull’abolizione dei vitalizi e il decreto dignità sono e restano i punti salienti della neonata legislatura. Partiamo con l’immigrazione.

Salvini fa suo il tema, appoggiato da diversi Ministri della sua squadra tra i quali Fontana e Stefani. Lancia gli hashtag #tolleranzazero e #chiudiamoiporti per comunicare i passi in avanti nella concretizzazione di quanto promesso in campagna elettorale e cioè lo stop, o il forte rallentamento, degli sbarchi sulle coste italiane. Non sono bastati gli appelli della società civile o di alcuni esponenti del mondo cattolico a fermarlo, ma, anzi, lo hanno spinto a creare una nuova retorica in sua difesa, in base alla quale ha chiesto agli italiani di non lasciarlo solo nelle sue battaglie.

Linea dura non adottata interamente dall’altro Vice premier Di Maio che sul tema realizza solamente un post in cui chiarisce la posizione del governo rispetto agli episodi che hanno riguardato l’imbarcazione Aquarius nella prima decade di giugno. Stessa cosa fa Toninelli, che nei numerosissimi post Facebook non dà messaggi politici di accoglienza o respingimento, ma si limita a spiegare il lavoro della guardia costiera italiana rispetto agli sbarchi. Assieme a lui, Conte e gli altri esponenti del Movimento chiedono all’Europa una più ampia collaborazione e solidarietà nella gestione e nel coordinamento dei flussi migratori. Proprio per questo, il Presidente del Consiglio ha inviato una lettera, diffusa poi sui suoi canali social e su quelli di alcuni Ministri pentastellati, al Presidente della Commissione europea e al Presidente del Consiglio europeo, sollecitando un più forte spirito di condivisione della responsabilità tra i Paesi.

Utile alla narrazione leghista sull’invasione dei clandestini è il tema della legittima difesa. Salvini infatti insiste sul dotare gli italiani degli strumenti per difendersi se attaccati, così come intende equipaggiare le forze dell’ordine di pistole taser.

Tornando alla parte gialla della coalizione, si festeggia ancora la legge sull’abolizione dei vitalizi agli ex parlamentari. I profili dei 5 stelle pullulano di social card, fotografie e video che inneggiano al taglio dei privilegi della temuta casta. Di Maio e Fraccaro dedicano questo successo a tutti i cittadini danneggiati dalla legge Fornero. Salvini, a proposito, scrive un solo post da cui emerge la soddisfazione per l’eliminazione di questo “assurdo privilegio”.

L’altra grande priorità è il decreto dignità. Il Ministro allo Sviluppo Economico del Lavoro e delle Politiche Sociali ci tiene a spiegarne i contenuti: non si parla solo di stretta ai contratti a tempo determinato, di limiti al licenziamento per giusta causa, di maggiori tutele per i lavoratori a cottimo (come i rider) e di lotta all’evasione fiscale, ma anche di ludopatia. Questo tema gli è così caro che trova spazio nel provvedimento con il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo. Inoltre, nei post sottolinea che il decreto dignità agevolerà anche gli imprenditori, in quanto nella Legge di Bilancio di fine anno sarà prevista la riduzione dei costi per l’assunzione a tempo indeterminato. Il Ministro dell’Interno fa sua la questione dell’evasione fiscale e l’attacco alla legge Fornero, suggerendo al governo di risanare la situazione economica attraverso la semplificazione del sistema fiscale, la riduzione delle tasse (oltre i limiti della politica fiscale europea) e la chiusura delle cartelle Equitalia per cifre inferiori a 100.000 euro.

Interessante è il fatto che Conte lasci parlare molto di più i suoi Vice di questi argomenti d’attualità, limitandosi ad una comunicazione più istituzionale. A testimonianza di ciò, sui suoi canali social condivide status e fotografie di eventi internazionali come il G7, durante il quale ha condiviso una diretta Facebook per spiegare agli italiani il punto di vista del suo governo sugli scambi commerciali.

A pochi giorni dall’anniversario della morte di Borsellino, non mancano i post bipartisan sulla lotta alla mafia. I Ministri non perdono occasione di sottolineare come le recenti confische di beni alla criminalità organizzata siano un grande successo. Salvini, ad esempio, lancia l’hashtag #lamafiamifaschifo e racconta passo dopo passo le recenti vicende legate al clan dei Casamonica. A fargli eco i Ministri Bonafede e Lezzi, che sdoganano l’argomento trattandolo frequentemente sui loro social.

Il nostro monitoraggio conferma dunque che a dettar la linea sono essenzialmente Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Conte mantiene un profilo basso e si concentra di più sulle apparizioni internazionali.

Tutti gli altri si occupano specialmente della loro materia d’interesse e azione. Per citare qualche esempio: Giulia Grillo approfondisce il tema della trasparenza nella sanità, chiedendo una vera e propria rivoluzione meritocratica per le nomine, Costa difende l’importanza della salvaguardia dell’ambiente con l’iniziativa Ministero Plastic Free ed etichetta tutti i post con l’hashtag #iosonoambiente, Centinaio tratta argomenti legati al mondo dell’agricoltura come la tutela delle produzioni Made in Italy e il problema della xylella per gli ulivi pugliesi. Si distinguono Bonisoli e Trenta che utilizzano i social in special modo per condividere i loro appuntamenti e incontri quotidiani e dare maggiore visibilità ai loro Ministeri.

Continuano a mancare all’appello social Savona, Tria, Moavero Milanesi e Giorgetti, mentre Bussetti ha aperto recentemente Instagram e Twitter che risultano ancora inattivi, come i canali di Giulia Bongiorno.

Questi i primi highlights sui lavori del governo e sulla comunicazione social dei Ministri. Per trarre però delle considerazioni più approfondite bisognerà aspettare la riapertura del Parlamento in seguito alla pausa estiva. Una volta decise le questioni più impellenti, vedremo se effettivamente i ruoli si assesteranno e le discussioni procederanno e se si riuscirà a comprendere meglio l’effettiva rotta di questo governo gialloblu.

Analisi a cura di @ablangero e @mgcarbotti

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