#Elezioni2018: il rush finale sui social

Tra gennaio e febbraio abbiamo monitorato le pagine social dei leader e dei principali partiti politici, per non perdere di vista proprio gli ultimi sforzi prima del fatidico 4 marzo.

Quello che abbiamo potuto verificare è che i candidati e i rispettivi partiti utilizzano Facebook e Twitter in maniera piuttosto simile, traslando i contenuti pronti per il primo sul secondo, che, in generale, risulta meno curato. Tra fake, meme, troll, l’introduzione delle chatbot e i post sponsorizzati, si percorre l’ultimo miglio di questa campagna elettorale incerta e dall’esito potenzialmente dirompente.

 

Tra gennaio e febbraio il vincitore in termini di menzioni, con un totale di 667.800, è Silvio Berlusconi. Il motivo principale? La continua presenza di Berlusconi in tv. L’ex premier partecipa a tutti i talk possibili ed è sempre sotto i riflettori. A tallonarlo c’è Matteo Salvini, che raggiunge 616.200 menzioni in due mesi. Il suo momento di massima visibilità è in corrispondenza del suo commento dopo i tristi fatti di Macerata, che ha come bersaglio soprattutto l’immigrazione. Medaglia di bronzo per il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi (607.500 menzioni), il cui picco massimo viene raggiunto quando, durante 8 e 1/2, annuncia la candidatura di Maria Elena Boschi, non molto apprezzata dalla rete. Premio di consolazione per Di Maio, stabile in quarta posizione con 394.000 citazioni, e Giorgia Meloni. Al penultimo posto Paolo Gentiloni, menzionato su Twitter 148.600 volte, soprattutto in seguito all’endorsement ricevuto da Angela Merkel e da Macron. Infine, non basta per salvare Grasso dall’ultimo posto della classifica la proposta di abolire le tasse universitarie: sono solo 114.00 le menzioni che lo riguardano.

 

 

Per orientarci meglio, scendiamo nel dettaglio e analizziamo il comportamento online dei singoli esponenti e dei partiti.

Per la coalizione di Centro-Destra galeotta fu la flat tax

Silvio Berlusconi si è addentrato nel mondo social raggiungendo velocemente buoni risultati, nonostante la televisione resti il suo ring preferito. A testimonianza di ciò, la pagina Facebook del leader brulica di card a segnalare i suoi appuntamenti televisivi, con tanto di dirette live dagli studi e di spezzoni dei suoi interventi. Il physique du rôle che aveva dimostrato due decadi fa in occasione del suo debutto televisivo sembra non aver risentito minimamente del passare del tempo.

Grazie a Fabio Fazio per avermi ospitato a Che tempo che fa per presentare le nostre idee per far ripartire l'Italia.Mi…

Pubblicato da Silvio Berlusconi su domenica 18 febbraio 2018

Tra i due o tre post pubblicati quotidianamente (un numero irrisorio rispetto ai competitor), un format molto amato dai candidati di questa campagna elettorale è quello delle pillole video in cui si cimenta anche il Presidente di Forza Italia per spiegare brevemente le priorità del programma. Tra tutte, spicca l’ossessione per l’economia.

Berlusconi ha fatto della flat tax il fulcro dell’intera campagna elettorale, punto di raccordo con Salvini e Meloni. Gli incontri con Ance, Assolombarda, Coldiretti e Confcommercio, documentate da album fotografici e da live twitting, testimoniano la grande sensibilità verso il mondo dell’imprenditoria italiana e la battaglia personale a tutela del ceto medio-alto. Tra le altre proposte, l’abolizione della tassa sulla prima casa, l’intervento sulla Legge Fornero per aumentare le pensioni minime a 1000 euro ed estenderle a tutti, “anche alle mamme e alle casalinghe”, l’assistenza sanitaria gratuita e maggiori sostegni per i disabili. In un’eventuale classifica dei temi più rilevanti per Berlusconi, al secondo posto si colloca senza dubbio la sicurezza. A suo dire, criminalità e immigrazione rappresentano un vero e proprio allarme sociale da contrastare con l’aumento di polizia e carabinieri nelle strade, la creazione di nuclei operativi di quartiere e con l’ampliamento dell’operazione strade sicure. Inoltre, per cercare di scoraggiare i flussi migratori verso le coste italiane, il leader di FI propone una sorta di Piano Marshall europeo per aiutare i Paesi più poveri. Fiore all’occhiello della campagna elettorale berlusconiana è il rinnovo del contratto con gli italiani siglato in occasione della trasmissione Porta a Porta, formula che vent’anni fa contribuì al successo del suo partito. Da Vespa, Berlusconi sottoscrive nuovamente un patto in cui promette che, in caso di vittoria, la disoccupazione scenderà sotto la media europea.

Firma del Mio impegno con gli Italiani | Porta a Porta

Questo il momento in cui ho firmato il mio nuovo impegno con gli Italiani: dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche del 4 marzo il mio compito sarà creare nuovi posti di lavoro.

Pubblicato da Silvio Berlusconi su giovedì 15 febbraio 2018

Da sottolineare il suo impegno a convincere gli elettori a recarsi alle urne, come attesta il claim più volte ripetuto “Se non voti non decidi”. I messaggi social dell’ex premier sono sempre abbastanza formali, con toni cortesi e mai invadenti, anche quando attacca i 5 Stelle, che sono diventati per l’ex premier il nuovo nemico degli italiani. I suoi attacchi al Movimento non sono mai aggressivi, come ad esempio quando scrive che lasciare a loro il Paese sarebbe come lasciar guidare un’auto a chi non ha idea di come si faccia. Inoltre, Berlusconi non risponde mai né ai commenti né alle provocazioni degli utenti social, ma lascia che sostenitori e oppositori discutano tra loro. Su Twitter i contenuti vengono fedelmente riproposti, preferendo la comunicazione testuale a quella grafica e visiva.

Per quanto riguarda Forza Italia, la personalizzazione nei confronti di Berlusconi c’è, ma lascia spazio anche agli esponenti più celebri della squadra come Gelmini, Brunetta e Carfagna. Il video riproposto più spesso è il mini tutorial su come votare con l’ovvia incitazione a votare per FI, a cui si affiancano contenuti simili a quelli della pagina del leader, a volte condivisi direttamente. Elemento distintivo sono le social card con le opinioni dei cittadini comuni che elogiano una particolare proposta o atteggiamento del partito o del leader. Largo spazio trova anche la segnalazione dell’iniziativa “Gazebo online di Forza Italia”, un punto d’incontro virtuale su cui informarsi e da cui prendere materiale da condividere con gli utenti della propria cerchia.

VIENI, VEDI E USA IL NUOVO GAZEBO ONLINE DI FORZA ITALIA Questa edizione speciale del portale nazionale di Forza…

Pubblicato da Forza Italia su giovedì 22 febbraio 2018

Anche su questa pagina, l’attacco agli altri partiti non è mai irruente, anzi, è supportato da dati, evidenze cronologiche e paragoni tra i risultati dei governi di centro-destra e gli altri. Su Twitter sono tantissimi i retweet del leader, di altri esponenti della squadra e delle sedi locali, mentre sono pochi gli hashtag di riferimento, limitati a quelli usati durante le varie trasmissioni tv in cui è ospite Berlusconi.

Giorgia Meloni è la condottiera di Fratelli d’Italia. Sulla sua pagina Facebook la leader tuona con veemenza contro le ingiustizie a cui è sottoposto il popolo italiano, accusando apertamente i responsabili, rispondendo in prima persona qualora interpellata nei commenti ai post, all’incirca una decina al giorno. Tra questi spiccano, come per Berlusconi, le pillole video sul programma e le iniziative della leader, che spiega in 120 secondi la sua posizione su un determinato argomento. Il format #DueMinuticonGiorgia prende il nome proprio dalla sua durata, ed è molto seguito dai fan.

Il tema preferito da Meloni è la lotta all’immigrazione, attraverso metodi drastici, come il blocco navale.

DIFENDIAMO I CONFINI BASTA CLANDESTINI

????DIFENDIAMO I CONFINI????BASTA CLANDESTINI#VotaGiorgiaMeloni

Pubblicato da Giorgia Meloni su giovedì 22 febbraio 2018

Meno immigrazione significa meno criminalità e più sicurezza per i cittadini italiani, sempre al primo posto nei pensieri della leader, che si prende la responsabilità di far suo il claim vagamente risorgimentale “Qui si fa l’Italia”. La salvaguardia della cultura, delle tradizioni e della famiglia sono i cardini della campagna elettorale di Fratelli d’Italia, attorno ai quali ruotano temi perpendicolari come il no all’eutanasia e all’utero in affitto. Meloni tende a proporre molti simboli (il tricolore, il presepe) come cifra stilistica della sua comunicazione online, sottolineandone la sacralità. Spesso, l’esponente di punta di Fratelli d’Italia per avvalorare questi concetti usa fotografie personali, con i membri della sua famiglia o con i sostenitori che incontra nelle piazze italiane. I temi economici sono esplicati attraverso proposte concrete e comprensibili a tutti come il secco rifiuto alla direttiva Bolkestein e la riduzione drastica delle tasse. Forte è l’attacco e la critica al PD, concentrata verso alcuni esponenti in particolare, tra cui Boldrini, Gentiloni, Raggi, Napolitano e Zingaretti. Non mancano le provocazioni agli alleati della coalizione, invitati a firmare un patto anti-alleanze nel dopo voto.

Pubblicato da Giorgia Meloni su domenica 18 febbraio 2018

Tutti questi contenuti vengono comunicati tramite i video esplicativi, le social card riassuntive, i corposi status con invito al sostegno e alla condivisione, a cui si accompagnano le dirette live dai comizi, il calendario delle ospitate tv a cui seguono gli spezzoni degli interventi. Nel mese di febbraio poi, due eventi offline hanno catalizzato l’attenzione della leader: la polemica sugli sconti per i cittadini arabi al Museo Egizio di Torino e l’aggressione a suon di insulti e sputi ricevuta a Livorno. Questi eventi hanno alzato un polverone online, che ha giovato alla leader in termini di menzioni sul web. Su Twitter la gestione dell’account è simile, i temi sono gli stessi e anche la proposizione stilistica. Ai cinguettii nativi si aggiungono i numerosi retweet di sostenitori ed altri esponenti del partito. La leader tende a usare i social come gancio per l’offline, attraverso, ad esempio, la condivisione delle modalità per diventare un volontario di Fratelli d’Italia e aiutarla a nella campagna elettorale.

Fratelli d’Italia pubblica un numero davvero consistente di contenuti quotidiani, raggiungendo anche la dozzina, tra priorità programmatiche, attacchi agli avversari, provocazioni agli alleati come vessillo di onestà e fedeltà alla parola data nei confronti degli elettori fedeli, articoli del blog di Fratelli d’Italia, post su contenuti specifici come la ricostruzione dei paesi terremotati, la vicenda EMA, i privilegi dei politici arroccati alle poltrone.

PAOLO TRANCASSINI: GENTILONI PROROGA LO STATO DI EMERGENZA E CONFERMA LE NOSTRE ACCUSE

Pubblicato da Fratelli d'Italia su venerdì 23 febbraio 2018

Sulle pagine, infine, compaiono diversi post che raccontano le storie di eccellenze italiane fuggite dal paese per colpa di quei governi di sinistra che non hanno saputo valorizzarle. Tutti questi temi vengono traslati in cinguettii, che si affiancano ai vari retweet dall’account di Meloni.

Matteo Salvini è il più frizzante del tridente di destra sui social: propone format innovativi e cerca di far convogliare positivamente l’online e l’offline, creando vere e proprie campagne di marketing su se stesso dalla vocazione americana. Proprio nel mese di febbraio ha dato vita al contest “Vinci Salvini”: i suoi sostenitori, in base al numero di like e alla velocità con cui cliccano, possono vincere una foto con il Capitano, condivisa poi sui suoi canali social.

Oggi vince Niko, dalla splendida Vigevano (Pavia). Domani ci vediamo in piazza Duomo!#VinciSalvini

Pubblicato da Matteo Salvini su venerdì 23 febbraio 2018

L’impressione che si ha della pagina del leader della Lega è di una rockstar che presenzia a Sanremo, con cui i fan scattano selfie fuori dagli studi televisivi e gareggiano in un format per incontrarlo. Al posto dei concerti ci sono i comizi in piazza, annunciati dal countdown, da raggiungere con i pullman organizzati direttamente sul sito web del leader. Non per altro, l’hashtag per la campagna elettorale è #andiamoagovernare, che fa la rima ad un celebre tormentone musicale di qualche estate fa.

ASSALTO A SALVINI DAVANTI AGLI STUDI MEDIASET

Bellissimo sondaggio oggi davanti agli studi di Canale 5!Grazie per l'affetto, io ce la sto mettendo e ce la metterò tutta.Vi voglio bene, e INSIEME ce la faremo! #4marzovotoLega

Pubblicato da Matteo Salvini su domenica 18 febbraio 2018

Anche la catena di comizi ha un nome piuttosto spendibile e facilmente memorizzabile, ossia “Prima gli italiani Tour”. È su questo concetto che si basano i principi del programma elettorale salviniano: una dura lotta all’immigrazione e alla clandestinità, la tutela del Made in Italy a costo di inimicarsi l’UE (“l’Italia è come un coniglio in gabbia circondato dalle faine che chiede di avere ancora più faine a minacciarlo”), la crescita dell’occupazione, la flat tax al 15% a tutela delle famiglie italiane schiacciate dalla tassazione e dall’eccessiva burocratizzazione.

BORGHI: NELLA UE L'ITALIA HA SOLO SVANTAGGI!

++ CHIEDERE PIÙ EUROPA È COME IL CONIGLIO NELLA GABBIA CON LE FAINE CHE CHIEDE PIÙ FAINE! ++"Siamo finanziatori netti della UE, abbiamo una moneta sbagliata che danneggia il nostro mercato, non possiamo sforare il 3% per aiutare i terremotati.Tutti i Paesi della UE hanno vantaggi e svantaggi mentre l'Italia ha solo svantaggi. Perché?"(Claudio Borghi, candidato Lega – Salvini Premier)#facciamosquadra #andiamoagovernare

Pubblicato da Matteo Salvini su Mercoledì 21 febbraio 2018

Salvini espone alacri attacchi nei confronti dei suoi rivali politici e si nota una particolare avversità verso Emma Bonino e Laura Boldrini. La prima è accusata di dare l’Italia in pasto all’Unione Europea, la seconda della difesa illogica dell’immigrazione. Scorrendo la lista, Salvini non risparmia attacchi a Valeria Fedeli, colpevole di non aver migliorato la riforma della scuola, e alla Fornero, la cui legge va abolita, mostrandosi meno clemente dell’alleato Berlusconi, che parla di modifiche. Il leader della Lega non ha una proposta su tutti i punti del dibattito elettorale e cerca di colmare queste lacune facendosi scudo di un passepartout che non può non piacere a tutti, il “buon senso”: l’Italia va riformata partendo dall’occupazione, per dare benessere e ricchezza agli italiani.

Tutti questi temi vengono presentati sui social pubblicando anche una ventina di post al giorno che variano nella forma: ci sono i video titolati “C’è un messaggio per te” in cui Salvini spiega le sue posizioni sui temi dell’agenda, i live degli eventi, le social card, le foto, le ospitate tv o nelle redazioni dei giornali. Anche su Twitter è un po’ più originale degli altri leader, parlando in prima persona ai suoi follower e coinvolgendoli nella scelta elettorale con formule schiette ed efficaci come “Riprendiamoci la nostra Italia: ci stai?”.

La pagina della Lega, dopo il netto restyling e il cambio di nome, ha subito in pieno la centralizzazione sulla figura più o meno carismatica di Salvini, unica speranza per l’Italia. Non diminuiscono le condivisioni di articoli dal blog Il Populista e le card a sostegno delle altre candidature leghiste e dei loro eventi. I temi sono sempre i soliti cavalli di battaglia: lo stop all’immigrazione, la lotta alla criminalità, il rifiuto delle larghe intese, il sostengo ai lavoratori italiani, l’esigenza di più giustizia e meno buonismo. Twitter è un campo di battaglia altrettanto bollente, tra attacchi ai partiti e ai candidati avversari. Da segnalare sull’account del partito la segnalazione giornaliera dell’articolo più letto del giorno precedente, una modalità in più per definire i temi importanti agli occhi dei leghisti.

Il Movimento 5 Stelle è solo contro tutti

Il candidato premier del Movimento è il perno attorno a cui gira tutto l’intricato meccanismo della comunicazione social a 5 Stelle. I post più condivisi e ritwittati dai colleghi sono i suoi ed è lui il frontman del Rally per l’Italia che nell’ultimo periodo è accompagnato dall’hashtag #volatafinale. Di Maio usa i social per raccontare ai fan la sua giornata, tramite selfie e dirette, e alterna questi post con status di opinione sui temi caldi d’attualità, con i video degli incontri pubblici con gli elettori, delle ospitate televisive, delle interviste o con semplici dialoghi a viso aperto su una questione specifica (negli ultimi giorni, l’inchiesta di Fanpage sulle tangenti). Il social prediletto dal candidato premier è Facebook. I 20 punti del programma sono spacchettati in video e social card esplicative accompagnate dall’onnipresente claim elettorale Partecipa. Scegli. Cambia. Alcune tra le più apprezzate del mese di Febbraio sono quelle sul superamento della buona scuola, su una giustizia più rapida ed efficace, sulla riduzione del debito pubblico e sulla green economy.

Il principio è semplice: chi sbaglia, deve pagare, in modo certo e in tempi rapidi. Non è più accettabile che i processi…

Pubblicato da Luigi Di Maio su lunedì 19 febbraio 2018

La pagina Facebook del Movimento 5 Stelle è molto attiva. Ospita circa quindici nuovi post al giorno, in gran parte si tratta di articoli da Il blog delle stelle, dopo l’allontanamento di Grillo e il cambio di dominio del sito. Quasi tutti i post sono corredati dalla call to action espressa in formule come Condividi, Fallo sapere a tutti, Fai girare. Su Twitter, per Di Maio come per la pagina dei 5 Stelle, la mole di contenuti si dimezza e compaiono numerosissimi RT dagli account delle sedi locali del Movimento o dei Parlamentari grillini. Nel pieno della campagna elettorale, i pentastellati focalizzano la loro comunicazione online sul filone della personalizzazione: vengono spesso condivisi video degli interventi televisivi dei vari esponenti più celebri e soprattutto del candidato premier, oppure brevi pillole in cui i volti del Movimento si incaricano di illustrare la posizione in merito a determinati argomenti. Inoltre, Di Maio pubblica spesso grafiche a sostegno delle azioni di Raggi e Appendino nei loro Comuni, che vengono portati come esempi positivi di governo a 5 Stelle.

Adesso avanti a testa alta Virginia Raggi!

Pubblicato da Luigi Di Maio su martedì 20 febbraio 2018

Gli attacchi in capslock agli altri partiti e ai loro leader rimangono un punto fondamentale della comunicazione in rete dei parlamentari, e soprattutto della pagina ufficiale del Movimento. Scorrendo i post si leggono status, anche a carattere personale, contro Renzi, contro Berlusconi, Salvini e Meloni.

Differenze tra il 2001 e i 2018? La Fiat ha prodotto dei nuovi modelli della Panda, siamo passati dal cellulare allo…

Pubblicato da Luigi Di Maio su sabato 17 febbraio 2018

Spesso si tratta di meme volti a criticare alcuni dati, altre volte sono attacchi al cambio di poltrona degli esponenti, altre ancora, si criticano gli eventuali (già stabiliti, secondo i 5 Stelle) accordi elettorali per le cariche. Si tratta di “avvoltoi della politica che hanno sempre fame”.

L'uomo solo al telecomando, Matteo Renzi, ha un hobby: andare in TV e raccontare balle sul MoVimento. Qui gli economisti…

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su giovedì 22 febbraio 2018

I colori della Bonino ravvivano il centro – sinistra

Osservando la comunicazione online di Matteo Renzi è molto forte la sensazione che stia cercando di recuperare consenso. Sicuramente il fatto che sia stato al Governo con il suo partito è la ragione per la quale i temi che affronta non seguono una corrente politica precisa, tuttavia il suo storytelling è decisamente a macchie di leopardo. Su Facebook in particolare concentra le sue energie nel dare visibilità a tutti i risultati positivi di governo, non mancano dunque le pubblicazioni del programma “100 cose fatte, 100 cose da fare”, che viene declinato sia in social card sia in spezzoni video.

Siamo in campagna elettorale e tutti promettono tutto.Nessuno però racconta che cosa ha fatto. Quali risultati concreti…

Pubblicato da Matteo Renzi su venerdì 2 febbraio 2018

Non solo, la campagna lo vede impegnato nel girare l’Italia per convincere quanto ancora il Partito Democratico possa fare per il Paese e per raccontare il tour, del quale pubblica un vero e proprio racconto fotografico, lanciando l’hashtag #casaxcasa.

Nel mio collegio ho scelto di andare davvero #casaxcasa. E accolti dalla gentilezza di tante persone e da un caffè e una…

Pubblicato da Matteo Renzi su giovedì 8 febbraio 2018

Non sono molti gli attacchi agli avversari, che cerca comunque di colpire smontando in maniera pratica le loro affermazioni: prende in giro i dazi doganali di Salvini parlando di Europa, spiega perché la flat tax di Berlusconi tutelerebbe solo i ceti più benestanti e illustra l’insostenibilità del reddito di cittadinanza proposto da Di Maio.

A pochi giorni dall’Election day gli argomenti maggiormente affrontati sulla sua pagina Facebook sono quelli legati ai numeri della crescita, raggiunta grazie a politiche economiche intelligenti e realizzabili, che hanno portato anche all’aumento dei posti di lavoro. Oltre al tema degli “impresentabili” si dedica anche all’immigrazione, ai vaccini, all’export e alla lotta contro l’evasione fiscale. Insomma, quello che il segretario del PD vuole comunicare ai suoi elettori è chiaro, e per farlo usa anche Twitter: vuole un’altra chance e quindi non sono una scelta causale l’utilizzo di hashtag come #pensaci e #avanti.

Se la media dei post su Facebook è di circa tre al giorno, sull’altro social è più silenzioso, i contenuti sono nativi e mantiene sempre un linguaggio piuttosto confidenziale con i suoi simpatizzanti che più volte chiama “amici”.

Il Partito Democratico pubblica un numero notevole di contenuti, di social card, di video e fotografie sia su Facebook sia su Twitter, ma rispetto a quello che si potrebbe pensare lo spazio dato al Segretario non è così eccessivo. Le sue Enews vengono ovviamente ricondivise ma in generale le pagine postano e retweettano i contenuti di tutta la squadra del PD, Gentiloni compreso, i cui copy si concludono sempre con gli hashtag #ScegliilPD #squadraPD. Di nativo a livello di pagina di partito, vengono pubblicate solo social card con le citazioni più celebri dei candidati.

Estensione esenzione canone Rai, Gentiloni: "Vogliamo stare vicini alle persone anziane, spesso fragili e sole"

"Vogliamo stare vicini alle persone anziane, persone spesso fragili e sole.Per questo oggi siamo contenti di annunciare che abbiamo deciso di estendere l'esenzione del Canone Rai a 350mila cittadini sopra i 75 anni. È una piccola decisione che aiuterà tanti anziani a sentirsi meno soli e più tutelati."Paolo Gentiloni

Pubblicato da Partito Democratico su lunedì 19 febbraio 2018

Paolo Gentiloni è il candidato con il profilo social più istituzionale. La sua comunicazione si svolge tendenzialmente tramite foto e video, ad eccezione di una sola social card creata in occasione dell’appuntamento elettorale romano “Con Roma per Gentiloni”, che lo vedeva protagonista.

Ci vediamo il 16 febbraio al Centro Congressi Angelicum con Carlo Calenda e Francesco Rutelli

Pubblicato da Paolo Gentiloni su martedì 13 febbraio 2018

Per il resto la sua campagna elettorale è moderatissima e la sua figura è spesa in momenti tipicamente offline come le conferenze stampa dei partiti in coalizione con il PD.  Sono presenti anche contenuti di tipo link che rimandano a due interviste, una sul quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e l’altra su Il Sole 24Ore.

Su Twitter abbandona i video in favore delle fotografie e di qualche contenuto di tipo testuale per parlare ad esempio dell’avvio del programma APE, che consente a lavoratori over 63 di andare in pensione in anticipo con prestiti agevolati.

Estremo successo per Emma Bonino e la sua lista +Europa. La leader dei radicali italiani ha un cavallo di battaglia che oppone con tutte le sue forze nella sua campagna elettorale giocata tutta contro i sovranisti: l’Europa. Sempre in termini europei, sui social affronta anche i temi dell’immigrazione, ricordando ai suoi sostenitori l’importanza dell’approvazione della legge sullo Ius Soli.

Rispetto agli altri candidati la sua comunicazione online, in particolare su Facebook, si basa prevalentemente sulle ricondivisioni dei contenuti pubblicati sulla pagina del suo partito, soprattutto a colpi di vivaci social card. Il suo team annuncia gli appuntamenti elettorali con l’hashtag #staibonino, utilizzando grafiche che riprendono sempre i colori scelti per il logo di +Europa.

Emma Bonino, durante la sua attività di commissario UE per la Pesca, si cala dall'elicottero su una nave di controllo…

Pubblicato da Più Europa con Emma Bonino su lunedì 19 febbraio 2018

Inoltre, a suo vantaggio gioca sicuramente la sua reputazione a livello internazionale, che le garantisce anche interviste da parte della stampa estera.

Su Twitter sono meno le condivisioni della pagina di +Europa e maggiori i contenuti testuali, in media tre al giorno, tramite i quali esprime il suo punto di vista su questioni calde come la legittima difesa e la violenza domestica. Sempre su Twitter lancia l’hashtag #VogliamoPiùEuropa, per invitare i cittadini a votare per la sua lista il 4 marzo, con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani, protagonisti delle sue social card per spiegare il suo programma elettorale.

I punti programmatici più rilevanti di +Europa, oltre a quello che si deduce dal nome, sono la giustizia carceraria, la scienza, la ricerca e i diritti civili. Mentre la pagina Facebook concentra la sua attenzione sulla sua leader, anche se talvolta vengono pubblicate social card con frasi celebri degli attori internazionali più europeisti come Macron e Trudeaut, la pagina Twitter lascia spazio anche a volti noti del mondo radicale tra cui Della Vedova, Magi e Gallo.

Oggi, in un'intervista rilasciata a la Repubblica, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito l'importanza delle…

Pubblicato da Più Europa con Emma Bonino su Mercoledì 14 febbraio 2018

Ai confini della sinistra c’è Grasso

Pietro Grasso sulle sue pagine social riesce a coniugare perfettamente il suo essere il leader della sinistra italiana con la sua storia di magistrato antimafia, riuscendo a inserirsi in quel vuoto tematico lasciato dal Partito Democratico. Lavoro, migranti, razzismo, fascismo, istruzione gratuita, sanità pubblica, giustizia sociale, unioni civili, sicurezza, parità di genere, tasse e ambiente, questi gli argomenti che affronta quotidianamente.

Due sono le caratteristiche che differenziano il suo comportamento elettorale online da quello degli altri candidati: il parlare del tema della mafia, al quale dedica una social card e le risposte a coloro che commentano i suoi messaggi.

Un Paese che si rassegna agli scandali, alla corruzione, alle mafie, all’inquinamento, è un Paese che rinuncia al…

Pubblicato da Pietro Grasso su lunedì 19 febbraio 2018

Il social prediletto da Grasso è sicuramente Facebook, tanto da aggiornare Twitter con screenshot di post già pubblicati sull’altro canale.

Non esiste una preferenza tra i format di contenuto pubblicati sulle sue pagine social, sulle quali condivide più volte nel corso delle giornate elettorali link, video, fotografie e status.

Liberi e Uguali adotta uno stile grafico diverso rispetto alle pagine di Grasso, ma comunque coerente e da spazio anche ai messaggi di Boldrini, Speranza, Fratoianni e Civati.

Le issue più importanti per la sinistra vanno ad integrare quelle tipicamente affrontate dall’ex presidente del Senato, con l’aggiunta del tema dello Ius Soli e dell’urgenza di case popolari per i più sfortunati.

Pietro Grasso ha incontrato a Londra Jeremy Corbyn e con lui ha discusso di diseguaglianze e degli strumenti per…

Pubblicato da Liberi e Uguali su martedì 20 febbraio 2018

Questa campagna elettorale non presenta spunti davvero innovativi per quanto concerne la comunicazione online, a parte qualche eccezione, come il contest di Salvini o la potentissima brand campaign di Emma Bonino. Nell’ottica di una comunicazione social più rapida e al passo con i tempi, un’altra novità sono le Instagram Stories, utilizzate quotidianamente dai candidati per raccontare tutte le tappe del cammino che porterà all’Election day.

Una nota positiva è rintracciabile nell’accorato appello al voto di tutti i candidati, oltre ogni colore e casacca. A testimoniare questo impegno, la sensibilizzazione alla politica dei giovani, ad esempio attraverso l’hashtag #italia18 o i forum di alcuni siti per studenti in cui i principali leader rispondevano alle domande proposte tramite chat. Un passo avanti significativo, almeno in questo senso, in attesa di vedere cosa succederà il 5 marzo.

Analisi a cura di @mgcarbotti e @AliceBlangero

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