Blog

martedì, 31 gennaio 2012

Elezioni RSU 2012

Nei primi giorni di marzo, tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni saranno chiamati a eleggere le loro rappresentanze sindacali. Convinti che la comunicazione sia soprattutto capacità di allacciare e manutenere relazioni abbiamo sviluppato per la CGIL FP della Provincia di Milano un intervento di formazione dei candidati e assistenza alla produzione dei materiali necessari, nonché all’ideazione degli eventi qualificanti della campagna.

La formazione si è concentrata su tre ambiti: gli elementi essenziali che determinano l’efficacia della comunicazione, la parola nella costruzione della relazione di fiducia, l’uso dei nuovi strumenti messi a disposizione delle tecnologie dell’informazione a partire dai social network più utilizzati nella rete, Facebook e Twitter.

La formazione si è trasformata in affiancamento e in assistenza alla realizzazione dei materiali necessari nella campagna a livello di ciascun ente: il rendiconto delle cose fatte, il programma per i prossimi anni, le candidature.

Anche questa esperienza ci conferma nel ribadire il nostro approccio processuale e non strumentale alla comunicazione nella convinzione che la comunicazione sia un agire comunicativo consapevole finalizzato al raggiungimento di obiettivi individuati con precisione e per questo vi debba essere un rapporto stretto tra comunicazione esterna e comunicazione interna all’organizzazione, tra sviluppo organizzativo e cultura dell’organizzazione. Insomma, la comunicazione è l’abito di tutti i giorni non quello della festa o peggio di carnevale.

mercoledì, 9 novembre 2011

Oscar Giannino intervista Mario Rodriguez su Radio24 (audio)

Il G20 di Cannes ha sancito oltre all’ulteriore indebolimento di Berlusconi anche il commissariamento soft da parte del Fondo monetario internazionale. Sul piano politico l’alternativa al post Berlusconi però sembra ricalcarne perlomeno il modello carismatico, “catodico” e populista. Montezemolo, Della Valle, Renzi ed altri ancora anche se su posizioni differenti sembrano riprodurne lo schema.
A Nove in punto, ospite della trasmissione di Oscar Giannino, parla Mario Rodriguez, docente di comunicazione politica all’Università di Padova e amministratore unico di Mr&Associati Comunicazione.

 

audio_intervista_Rodriguez_Radio24

giovedì, 3 novembre 2011

Intervista a Mario Rodriguez su Repubblica Firenze

Repubblica Firenze . Giovedì 3 novembre 2011

Intervista a Mario Rodriguez, docente di comunicazione pubblica a Milano

«La crisi ci insegna che non tutti i bisogni sono nostri diritti”


 

«Ci sono tre concetti che cambiano significato con questa crisi: diritti, bisogni, responsabilità individuali. Parole che vanno ripensate profondamente». Mario Rodriguez, titolare di un’agenzia di comunicazione, è professore a contratto all’Università di Milano di Comunicazione pubblica e relazioni con gli utenti. Si occupa di studiare fenomeni sociali e servizi.

Tagli sempre più pesanti. Come entra in gioco il terzo settore?

«Intanto, va rivisto il rapporto tra cittadini e istituzioni. Dobbiamo essere noi i primi a smettere di pensare che lo Stato risolva i nostri  problemi e sia erogatore unico di servizi. Ora servono altre capacità per coordinare la nuova responsabilità dei cittadini che devono contribuire alla soluzione dei problemi.»

Questa sembra una questione più che altro politica.

«E, infatti, i politici devono adeguarsi a questa nuova fase, insieme a università, chiesa, associazionismo laico e a tutte le presenze culturali del paese. La crisi è strutturale, non momentanea, e quindi occorre mettere bene a fuoco la differenza tra bisogni e diritti. Per capirsi: l’assistenza a un bambino down è un diritto, l’ora di chitarra è un bisogno, anche se tutta la sfera che riguarda l’infanzia deve restare prioritaria.»

Il cambio di mentalità riguarda anche ciascuno di noi.

«Il salto mentale è quello di passare dalla condizione di “cittadino cliente” a quella di “cittadino partner”. In questo nuovo sistema che si sta creando c’è molto volontariato che si mette a disposizione del pubblico e si adatta alle esigenze. Un esempio? Alle Sieci, una scuola avrebbe dovuto tagliare il tempo pieno e invece il sindaco di Pontassieve, Mairaghi, grazie all’accordo con le Misericordie, ha coperto le due ore del pranzo e del riposo senza ricorrere agli insegnanti

Possibile immaginare una società che fa “autogestione”?

«In qualche modo, la contemporaneità ci impone un ritorno al passato, la solidarietà sociale è un concetto cattolico ma fa parte anche della storia del movimento operaio che aveva creato le società di mutuo soccorso. Certo, l’apporto del volontariato va attualizzato, dobbiamo attivare forme di competizione trasparente perché non si creino diseconomie o consociativismi corporativi stagnanti. Un pizzico di cultura liberale non fa danni

Nell’assistenza agli anziani la cosa è più difficile, no?

«Però bisogna cercare una formula sul tipo delle banche del tempo, che è stata troppo presto accantonata. Anche internet aiuta molto o il “carpooling” per portare le persone in ospedale e alla visita medica. I cittadini dovrebbero dare una mano ovunque, a cominciare dal tener pulita un’aiuola del giardino pubblico; in Veneto ci sono ambulatori formati da medici in pensione: sono ore di lavoro donate alla comunità  in nome del principio di solidarietà. Il bene di tutti è anche il mio

 

di Simona Poli

 

mercoledì, 28 settembre 2011

Piccolo vademecum per la Web Reputation

Per voi azienda gestire la propria reputazione online è oggi decisivo . Ogni giorno, gli utenti sono costantemente alla ricerca di informazioni su prodotti e servizi ed è per questo che ogni soggetto economico dovrebbe avere, fra i principali obiettivi, quello di non abbassare l’attenzione sul livello della propria Web Reputation.

Chi arriva in rete sceglie in base alla percezione che ha di di voi, influenzata e costruita in modo decisivo anche dai giudizi, dalle osservazioni di altri utenti.

Ecco alcuni “basic steps” per avere una buona reputazione:

Fotografare

Il primo passo per una buona “Web Reputation” sta nel capire dove vi trovate, osservare le reazioni e, soprattutto, chiedersi come possono raggiungervi.

La posizione attuale è il punto di partenza e la vostra “piazza” (sito, blog ecc..) è fondamentale per farsi vedere.

Monitorare

Un monitoraggio web permette di capire cosa succede ogni volta che viene pubblicato qualcosa su di voi, anche solo una citazione sul web e sui social network.

Le migliaia di conversazioni che arrivano in rete possono facilmente e rapidamente rafforzare o indebolire la reputazione on line. Quindi, è necessario munirsi di un servizio costante di alert che permetta di seguire cosa succede, un servizio di monitoraggio che sia in grado di interpretare i contenuti, di classificare le fonti per importanza, influenza, valore e sentiment. E questo non può essere fatto solo da un software.

Pubblicare e “rimbalzare”

Ovvero non solo usare al meglio gli strumenti che si hanno a disposizione come sito, blog, social media, ma alimentare il dibattito scrivendo articoli, post, tweet per fare cultura e entrare nella rete con voce autorevole e credibile.

Gli internauti vogliono vedere di più che soggetti interessati a vendere qualcosa.

 

martedì, 26 luglio 2011

L’autogol della Casta

Una smentita è una doppia affermazione. È una regola aurea di chi interagisce con il sistema dell’informazione. Se ci sono i termini denuncio per diffamazione e lo faccio sapere, ma non faccio parlare i giornali un’altra volta della stessa vicenda (a patto che il silenzio non venga frainteso come un’ammissione di responsabilità).

Ma la smentita può avere un significato più ampio, non necessariamente legato alle affermazioni dei giornali. Si può, ad esempio, smentire l’affermazione dell’avversario politico. Ecco, anche in questo caso la smentita è controproducente. Dire il contrario usando la stessa metafora, rovesciando la frase, non fa che esaltare quella originaria. Dire non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani è citare e rilanciare l’originale, significa parlare e citare i primi che hanno utilizzato la metafora, significa metterli e lasciarli al centro dell’attenzione.

Silvio Berlusconi l’ha capito benissimo e da un paio di giorni non vuole che si definiscano primarie le assemblee per la formazione dei gruppi dirigenti locali del Pdl. Se il Pdl parla di primarie parla del Pd, riconosce la validità di quella strada intrapresa, riconosce che il Pd ha capito prima il problema della legittimazione dei gruppi dirigenti attraverso forme ampie di coinvolgimento degli elettori.

Quindi se si usa l’affermazione che si vuole controbattere ribaltandola in senso negativo non si ottiene il risultato atteso, ma si ottiene il contrario.

Questo vale oltre le relazioni con i media ma anche per le relazioni con le persone non mediate dai mezzi di comunicazione: l’esperienza della vita di tutti i giorni, le opinioni che le persone si formano filtrando i messaggi dei media e reagendo agli accadimenti, appunto, vivendo.

E questo ragionamento può essere applicato ai costi della politica che sta diventando uno dei temi centrali del clima d’opinione di questo momento, uno dei solchi che dividono gli elettori. E quindi: usare il termine casta per dire che non esiste, ottiene l’effetto contrario, alimenta le critiche!

Ma anche accettare come terreno della competizione quello dei tagli è difensivo e debole (perché solo ora e perché solo questo?). Da un lato di fatto si riconosce di essere “casta” come gli altri e dall’altro si propongono pannicelli caldi a una questione che non è contabile ma un drammatico problema di legittimità della rappresentanza, un nodo cruciale della democrazia degli anni 2000, in cui la tv ha distrutto il dietro le quinte, la secolarizzazione le fedeltà del ‘900, la scolarità e l’accesso alle informazioni hanno fatto crescere la consapevolezza dei diritti e la sensazione di poter e dover dire la propria sul “potere”. E, dulcis in fundo, internet ha creato un’entropia fantastica che accelera le informazioni e la loro pervasività.

Bisogna mettere in campo un altro vocabolario, altre metafore e comportamenti coerenti. Bisogna fare e parlare d’altro, delle cose buone e positive che la politica fa davvero. Fino a che non si riuscirà a creare questo spostamento di significati, accettare la competizione tra chi afferma con più forza la necessità di tagli, accelera solo una spirale senza fine che travolgerà tutto, bambini e acque sporche.

Anche perché la metafora “casta” non evoca tanto una questione di livello di reddito, ma di privilegi, di favoritismi, di scorciatoie che deformano i sistemi di promozione sociale. Il campione di questa realtà è il paradigma Bisignani ma credo di non esagerare se sostengo che quel modo di fare sia diffuso e consolidato a tutti i livelli nella nostra società. Qualsiasi idea positiva nel campo degli affari o in quello culturale deve affrontare il tritacarne delle relazioni amicali di cui partiti, correnti, cordate e tribù sono diventati una componente essenziale.

Solo mettendo mano in modo credibile a una lucida e coraggiosa descrizione di cosa è diventata oggi la “politica per chi vive di politica” si potrà modificare la percezione che di questa hanno “coloro i quali vivono per la politica”, cioè coloro che ancora le attribuiscono una funzione positiva sapendo, però, che già molti italiani pensano che essa sia solo un costo, forse non solo inutile ma dannoso. Solo un modo di descrivere credibilmente un’attività politica consapevole delle proprie responsabilità, animata davvero dal desiderio di diminuire la propria influenza per qualificarla, può assumere una nuova legittimazione a guidare il paese. Ma vecchie parole o vecchie metafore non servono a descrivere e motivare nella nuova realtà.

La “notizia” più preoccupante dei giorni scorsi era la foto a colori in prima pagina del Corriere della Sera che ritraeva una mamma felice che giocava con la sua bambina in un parco pubblico con questo titolo “Belgio da 400 giorni senza governo e tutto funziona”.

(da Europa 26 luglio 2011)

Esperienze

Savona 2011 logo

Savona: il bilancio di mandato

Anche a Savona ci siamo misurati con il problema di fare comprendere ai cittadini la qualità dell’amministrazione comunale.

icona

Presidenza della Repubblica

Monitoraggio settimanale stampa e web: percezione, trend e tematiche.

logo maccaferri

Gruppo Maccaferri

La comunicazione sul territorio dei progetti di produzione energetica da fonti rinnovabili: i casi di Castiglion Fiorentino e Trecasali.

Logo_Terna 2

Terna

Monitoraggio e analisi delle conversazioni on line in merito al brand e alle issue di maggior impatto per l’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale.

pontassieve icona

Città di Pontassieve

La valorizzazione del buon governo per incrementare i punti di contatto tra Comune e cittadini.